Risultati della ricerca per “Gianluca Toro” – Psy*Co*Re https://www.psycore.it The Multidisciplinary Italian Network for PSYchedelic and COnsciousness REsearch Thu, 28 Dec 2023 16:21:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.2 https://i0.wp.com/www.psycore.it/wp-content/uploads/2020/04/cropped-Screen-Shot-2020-04-26-at-7.58.23-AM-1.png?fit=32%2C32&ssl=1 Risultati della ricerca per “Gianluca Toro” – Psy*Co*Re https://www.psycore.it 32 32 176450119 SGPI22: Sezione MindBooks, i libri della mente https://www.psycore.it/sgpi22-sezione-mindbooks-i-libri-della-mente/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=sgpi22-sezione-mindbooks-i-libri-della-mente Mon, 19 Dec 2022 01:40:21 +0000 https://www.psycore.it/?p=3344 Leggi tutto]]> Per ulteriori approfondimenti, ecco un elenco di libri o pubblicazioni curati da alcuni relatori, seguiti dai rispettivi consigli di letture selezionate (con alcuni commenti).

– Alessandro Novazio

* Maturità psichedelica, Antologia interventi SGPI 19/20. Anima Mundi 2021 (co-curatore)

Libri consigliati:

* Norman Zinberg, Droga,set e setting – Le basi del consumo controllato di sostanze psicoattive. Edizioni gruppo Abele (2020)

Un pilastro della letteratura scientifica sull’uso controllato delle droghe, divenuto testo di studio per tutti i professionisti del settore. Il volume italiano è accompagnato dall’introduzione di Grazia Zuffa e dalla postfazione di Stefano Vecchio e Susanna Ronconi.

* Leonardo Montecchi, Officine della dissociazione, Pitagora 2000

* Sergio Ricossa, La fine dell’economia. Saggio sulla perfezione, Sugarco Edizioni 1986, ristampato da Rubbettino editore 2006

Un irriverente quanto divertente ritratto dell’economia vista come scienza dell’imperfezione. Un libro per tutti: sia per chi di economia capisce poco e vorrebbe capirne un po’ di più, senza per questo però doversi sorbire noiosi trattati, sia per coloro i quali hanno fatto dell’economia un’infrangibile fede.

* Fulvio Gosso, Per una scienza degli stati di coscienza, Altravista 2013

Il tema della coscienza analizzato e sviscerato nelle sue variazioni, nelle sue concezioni storiche e nelle sue definizioni prende spunto dalla consapevole necessità di costituire una nuova disciplina scientifica dedita allo studio degli stati di coscienza. Dalle definizioni empiriche e strutturali alle questioni epistemologiche, dall’analisi bibliografica dei principali autori contemporanei e della letteratura di genere alla definizione psicologica, culturale e sociale del concetto di coscienza, l’autore ci offre un saggio coinvolgente ed affascinante che trascina il lettore grazie al tono incalzante della sua indagine.

* Michael Pollan, Come cambiare la tua mente, Adephi 2019

– Carolina Camurati

Libri consigliati:

* Huxley, Aldous. Moksha. Scritti sulla psichedelia e sull’esperienza della visione. Mondadori, 2018

* Coppo Piero, Girelli Stefania. Schiudere soglie. Vie per la salute e la conoscenza. Colibrì edizioni, 2017

* Leonzio Ugo. Il volo magico. Storia generale delle droghe. 1969

* Leary Timothy. Il grande sacerdote. La bibbia della rivoluzione psichedelica. 1968

* McKenna Terence. Vere allucinazioni. Shake edizioni, 1989

– Leonardo Montecchi

I miei libri:

* Implicazione, Interpretazione. Sensibili alle foglie

* L’ombra dell’Angelo. Sensibili alle foglie

* Officine della dissociazione. Pitagora

* Varchi, l’orizzonte della prevenzione. Sensibili alle foglie

Libri consigliati:

* Michael Pollan: Come cambiare la tua mente. Adelphi

* Georges Lapassade: Dallo sciamano al raver. Saggio sulla transe. Jouvence

* William S. Burroughs: Il pasto nudo. Adelphi

* Ka-Tzenik: Shiviti una visione. Sensibili alle foglie

* Philip Dick: un oscuro scrutare. Fanucci

– Katya Saro

Pubblicazioni:

* K. Saro, P. Coba Santamaria Valorizacion y defesa de la biodiversidad como fuente de desarrollo humano Univesità Politecnica Salesiana Ecuador La Granja 8 2008 25-28

* D. Rossi, A. Guerrini, S. Maietti, R. Bruni, G. Paganetto, F. Poli, L. Scalvenzi, M. Radice, K. Saro, G. Sacchetti. Chemical fingerprinting and bioactivity of Amazonian Ecuador Croton lechleri Müll.Arg. (Euphorbiaceae) stem bark essential oil: a new functional food ingredient?. Food Chemistry. 126, 2011, 837 – 848. (I..F.. 3.146; Rank = 6/118).

Libri consigliati:

* VERE ALLUCINAZIONI, Terence McKenna

* LA PROFEZIA DELLA CURANDERA, Huarace Mandami Hernan

* BOTANICA E CHIMICA DEGLI ALLUCINOGENI, R.E. Schultes, A.Hoffman

* LE PIANTE SACRE. Allucinogeni di origine vegetale, Gilberto Camilla

* AYAHUASCA: LA LIANA DEGLI SPIRITI: il sacramento magico-religioso dello sciamanismo amazzonico. Walter Menozzi

– Fabrizio Serrao

Libri consigliati:

* Le porte della percezione, Aldous Huxley

* Le piante sacre, Gilberto Camilla

* Il grande manuale delle droghe, Louis Lewin

* L’isola del Tonal, Carlos Castaneda

* Viaggio di guarigione, Claudio Naranjo

– Gianluca Toro

I miei libri:

* 2004, Animali psicoattivi. Stati di coscienza e sostanze di origine animale, Nautilus, Torino

* 2005, Sotto tutte le brume, sopra tutti i rovi. Stregoneria e farmacologia degli unguenti, Nautilus, Torino

* 2007, Salvia divinorum, il piccolo principe, Nautilus, Torino

* con B. Thomas, 2007, Drugs of the Dreaming. Oneirogens: Salvia divinorum and other Dream Enhancing Plants, Park Street Press, Rochester

* 2010, Flora psicoattiva italiana. Piante eccitanti, allucinogene e sedative del territorio italiano, Nautilus,Torino

* 2014, La radice di Dio e delle streghe. Miti e riti della mandragora dall’antichità ad oggi, Yume, Torino

* 2017, DMT. Usi, fenomenologia e ipotesi, Avvicinamenti Autoproduzioni, Pinerolo

* 2017, L’ombra mortale della notte. Storia antica e moderna della belladonna, Yume, Torino

* 2018, Il risveglio della bestia. Droghe, terogeni e allucinogeni nelle culture tradizionali., Yume, Torino

* con G. Samorini, 2019, Giusquiamo. Fra ebbrezze rituali e medicine tradizionali, Yume, Torino

* 2019, Percezioni di realtà. Le droghe nella vita e nelle opere di P.K. Dick, Nautilus, Torino

* 2020, Ketamina. L’anestetico psichedelico, Nautilus, Torino

* 2021, Alberi-fungo e funghi nell’arte cristiana. Origine e sviluppo di un’iconografia, Avvicinamenti Autoproduzioni, Pinerolo

* 2021, Triptamine psichedeliche, Avvicinamenti Autoproduzioni, Pinerolo

* 2022, Amanita muscaria, il fungo che cura. Due testi della letteratura medica del ’700, Yume, Torino

* 2022, Amanita muscaria. Simboli, tradizioni, iconografia, Nautilus, Torino.

– Giuseppe Cazzetta

Libri consigliati:

* Il mondo come volontà o rappresentazione, Arthur Schopenhauer

* L’avvoltoio, Franz Kafka

* Kava, the pacific elixir, Vincent Lebot

* Flora psicoattiva italiana, Gianluca Toro

* Kabbo’s !Kwaiń: The Past, Present and Possible Future of Kanna, Nigel Gericke, MD

– Claudio Catalano:

I miei libri:

* Mindspace. La costruzione dello spazio immaginario, Meltemi editore 2018

Il mondo segreto della mente può diventare scenario di visioni rivoluzionarie e segnare il mondo individuale che ci distingue in quanto individui. All’interno della produzione artistica e scientifica di ogni epoca, è possibile rintracciare opere che hanno permesso di riconfigurare il nostro spazio vitale, di immaginare spazi inesistenti e di vedere con nuovi occhi oggetti quotidiani. Opere che possono essere considerate degli autentici generatori di spazi immaginari. In questo libro se ne analizzeranno alcune che si sono rivelate generatrici di importanti suggestioni spaziali; opere ed eventi che rivestono una peculiare importanza per la comprensione di una rivoluzione della mente colta nel suo operare attraverso protesi di senso che hanno amplificato le capacità delle nostre naturali porte della percezione.

* Le forme dell’aria. Atmosfere come stati d’animo fra arte, letteratura e architettura, Meltemi editore 2020

Un legame invisibile unisce spazi e atmosfere agli stati d’animo. Una corrispondenza risonante tra la transitorietà dei fenomeni atmosferici e quella dei nostri pensieri, che travalica i confini fra l’interiorità dell’uomo e l’esteriorità del mondo. Fin dall’antichità, attraverso l’arte, la letteratura e l’architettura, l’uomo ha cercato di raffigurare e padroneggiare tali rapporti, approntando tecniche capaci di catturarne l’essenza pur di tentare quel viaggio di ritorno al tempo dell’infanzia dell’umanità, quando lo spazio interiore era tutt’uno con quello della vastità dell’orizzonte, con il lento incedere dei corpi celesti e con le evanescenti forme disegnate dalle nuvole. Spazi ineffabili si sono condensati nelle forme delle cose e dei nostri pensieri, permettendoci l’illusione di essere divisi da questo mondo che, di fatto, filtra da ogni poro della nostra esistenza, consegnandoci alla sua primaria e indivisibile unità.

* Lo spazio e la psiche. Un affascinante viaggio nelle dimensioni dello spazio e nel mondo della psiche. Crisalide editore, 2022

In questo suo libro, l’autore ripercorre l’affascinante storia dello sviluppo della coscienza umana dalla preistoria ai nostri giorni. Egli si sofferma in particolar modo sull’influenza che i vari tipi di insediamenti umani che si sono succeduti nel tempo hanno esercitato su tale sviluppo. Il lettore si trova così coinvolto in
un lungo viaggio che, partendo dalle grotte paleolitiche in Francia, gli fa visitare il Labirinto del Minotauro di Cnosso, il Cerchio di pietre di Stonehenge, i primi insediamenti umani in Mesopotamia e numerosi altri siti di immenso interesse.

* Il ventre arcaico. Il mito della dea madre e l’origine dello spazio e del tempo, Intermedia edizioni 2022

Un impercettibile rumore di fondo collega luomo contemporaneo al mondo dellEuropa preistorica, scenario di un lungo inizio che condusse i primi umani verso una visione della natura intesa come un tutt’uno vivente, manifestazione di un principio femminile da cui ogni cosa proveniva e in cui ogni cosa faceva ritorno. Il primo autentico atto creativo rappresentato dal concepimento e dalla nascita ci riporta inesorabilmente allorigine del genere umano e allo sviluppo della coscienza. Il ventre materno della Dea Madre preistorica fu il primo spazio da cui altri spazi emersero e si differenziarono nel ciclo continuo del tempo primordiale. Nelle prime enigmatiche forme dell’;arte preistorica e protostorica è impressa l’essenza di un pensiero antico eppur attuale: le prime domande sulla natura dello spazio e del tempo restano le ultime con le quali luomo contemporaneo deve ancora confrontarsi.

Libri consigliati:

* Bucke R.M., La coscienza cosmica, uno studio sull’evoluzione della mente umana, Edizioni Crisalide, Latina 1998.

* Huxley A., Moksha. Scritti sulla psichedelia e sull’esperienza della visione, Mondadori, Milano, 2018

* Jünger E., Avvicinamenti – Droghe ed ebrezza, Guanda editore, Parma 2006.

* Michaux H., Conoscenza degli abissi, Quodlibet, Macerata, 2006.

* Debord G., Ecologia e psicogeografia, Eleuthera editrice, Milano 2020

–Marco Mazzocca

I miei scritti:

* Sommaggio, P.; Mazzocca, M.; Gerola, A. & Ferro, F. (2017). “Cognitive liberty. A first step towards
a human neuro-rights declaration”. BioLaw Journal – Rivista di BioDiritto (3). Doi:
https://doi.org/10.15168/2284-4503-255

Letture consigliate:

* Bublitz, C. (2016) “Moral Enhancement and Mental Freedom”. Journal of Applied Philosophy,
33/1, 2016, pp. 88-106.

* Degrazia, D. (2014) “Moral enhancement, freedom, and what we (should) value in moral
behavior”. Journal of Medical Ethics, 40/6, 2014, pp. 361–368.

* Fuselli, S. (2021) “Neurocorrection: on the use of neurodevices for criminals”. Teoria e Critica della
Regolazione Sociale, n. 1, Doi: 10.7413/19705476046

* García-López, E.; Muñoz, J.M & Andorno, R. (2021) “Editorial: Neurorights and Mental Freedom:
Emerging Challenges to Debates on Human Dignity and Neurotechnologies”, Front Hum Neurosci. doi: 10.3389/fnhum.2021.823570

* Hildt, E. & Franke, A.G. (2013) Cognitive enhancement: an interdisciplinary perspective, Dordrecht:
Springer

– Domenico Sciajno

I miei libri:

* Vibrazioni sonore per il corpo e la mente. La biosonologia e l’Arte in ascolto. Psiche 2 editore

Bio (vita) sono (suono) logia (dialogo) è il neologismo che ho coniato per indicare la complessa interazione che esiste tra i fenomeni sonori e quelli biofisici. Questo saggio affronta il vasto ed affascinante campo che esplora il rapporto tra la nostra struttura (biofisica, neuronale e psichica) ed il suono da due prospettive complementari: l’ambito olistico e terapeutico e l’ambito creativo ed artistico. Sullo sfondo di entrambi gli ambiti stanno da un lato le antiche conoscenze sul potere del suono e dall’altro i sistemi di rilevamento di dati biofisici e le nuove tecnologie che assottigliano sempre di più il confine tra arte e scienza.
Un intero capitolo è dedicato a testimonianze selezionate tra le tante offerte da chi negli ultimi anni si è sottoposto all’ascolto biosonologico.
In più di venti anni di esplorazione in qualità di musicista e ricercatore ho affrontato la materia in modo empirico ma consapevole ed ho potuto espandere la mia conoscenza interiore ed esteriore grazie alle implicazioni extramusicali che il suono comporta.

Libri consigliati:

* Buchanan, Gary Robert. Sona: Healing with Wave Front BIOresonance. Reno, Nev.: Gary Robert Buchanan & The Music Guild, 2008.

* Clynes, Manfred. Music, Mind, and Brain: The Neuropsychology of Music. New York: Plenum Press, 1982.* Cole, K. C. Sympathetic Vibrations: Reflections on Physics as a Way of Life. New York: Bantam, 1984.

* Cook, Pat Moffitt. Music Healers of Indigenous Cultures. Bainbridge, Wash.: Open Ear Press, 1997 and 2004.

* Electrophysiologic characteristics of respiratory of the Transcendental Meditation by Badawi K; Wallace RK; Orme-Johnson D; Rouzere AM.

Bernardo Parrella

I miei libri

* Rinascimento Psichedelico: La riscoperta degli allucinogeni dalle neuroscienze alla Silicon Valley, ebook autoprodotto, 2017-8

Attenta panoramica sull’odierna riscoperta degli allucinogeni in ambito medico, psicoterapeutico, spirituale, creativo e culturale. Ampio spazio è riservato agli ultimi sviluppi della ricerca scientifica in corso nel mondo e alle possibili applicazioni di Lsd, Mdma, psilocibina e altri enteogeni per la psicoterapia, le dipendenze e vari disturbi mentali. Si parla anche del crescente interesse per le cerimonie indigene tradizionali basate sugli allucinogeni, con specifiche informazioni sulle varie sostanze e un intero capitolo dedicato al diffuso ricorso alle “microdosi psicoattive” in molti ambiti odierni. Ci sono poi sezioni dedicate al contesto storico-culturale e all’ampia produzione artistica legata all’intero “fenomeno”, portando in primo piano l’impegno di ricercatori e scrittori, creativi ed esperti che danno vita a questo revival globale in maniera aperta e collaborativa.

* Ralph Metzner, Enteogeni. alleati per la rinascita spirituale, AnimaMundi 2021 (traduttore)

In questa monografia Ralph Metzner raccoglie cinquant’anni di ricerche e di esperienze intorno alle sostanze enteogene, utilizzate fin dai tempi antichi a scopi terapeutici, visionari e conoscitivi. Con rigore scientifico e chiarezza divulgativa, Metzner ne illustra il valore rituale, curativo e spirituale, le modalità di utilizzo, gli effetti.
Dalle cerimonie tradizionali dei nativi (con peyote, ayahuasca, ibogaina) ai circoli autogestiti e sperimentali (con cannabis, salvia, psilocibina) fino alle moderne sessioni psicoterapeutiche con i classici derivati chimici, il volume si pone come guida autorevole e dettagliata per esperienze psichedeliche sicure a ogni livello e per ogni tipo di ‘viaggiatore’, accompagnandolo attraverso le fasi e i momenti cruciali del percorso: intenzione e preparazione, pratiche idonee per rispettare lo spirito-medicina, precauzioni per evitare problemi e “bad trips”, cerimonie conclusive e integrazione successiva.

* Maturità psichedelica, Antologia interventi SGPI 19/20. Anima Mundi 2021 (co-curatore)

Libri consigliati:

* Psychedelic Prophets: The Letters of Aldous Huxley and Humphry Osmond (McGill-Queen’s University Press, 2018)

* Aldous Huxley, Moksha. Scritti sulla psichedelia e sull’esperienza della visione (Mondadori, 2018)

* William Richards, Sacred Knowledge: Psychedelics and Religious Experiences (Columbia University Press, 2018)

* Stanislav Grof, L’ultimo viaggio. La coscienza nel mistero della morte. Dalle antiche pratiche sciamaniche alle nuove cartografie della psiche (Feltrinelli, 2017)

* How Psychedelics Can Help Save the World: Visionary and Indigenous Voices Speak Out (Park Street Press, 2022)

– Manuel Baldo Baldassarri

Libri consigliati:

* Kevin Feeney, Fly Agaric: A Compendium of History, Pharmacology, Mythology, & Exploration

* Baba Masha e James Fadiman, Microdosing amanita Muscaria

* Bil Harret, Amanita Muscaria microdosing

* Christian Rätsch, The encyclopedia of psychoactive plants

* Albert Hoffmann, Christian Rätsch e Richard Evans Schultes, Piante degli dèi

– La Grotta del “Non so”

Libri consigliati:

* Carol K.Anthony, Guida all’I-Ching, Verde chiaro edizioni.

* Sri Nisargadatta Maharaj, il Nettare dell’Immortalità, Ubaldini editore.

* Jayashri Gaitonde, Meditare con Nisargadatta Maharaj, Ubaldini editore.

* Nisargadatta Maharaj, alla sorgente dell’essere, Aequilibrium ed.

* Chandra Candiani, Questo immenso non sapere, conversazioni con alberi, animali e il cuore umano, Einaudi

– Mario Lorenzetti

Libri consigliati:

* Stanislav Grof, Psicologia del futuro. Sviluppi della moderna ricerca sulla coscienza, Spazio Interiore, 2015

* C. Michael Smith, Jung e lo Sciamanesimo, Amrita edizioni, 2018

* Stanislav Grof e Christina Grof, Respirazione olotropica. Teoria e pratica. Nuove prospettive in terapia e nell’esplorazione del sé, Feltrinelli, 2020

* Stanislav Grof, LSD. L’innovativa ricerca psichedelica nei reami dell’inconscio. La nuova mappa della psiche, Shake edizioni, 2021

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Programma degli Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22) https://www.psycore.it/bozza-del-programma-degli-stati-generali-della-psichedelia-in-italia-2022-sgpi22/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=bozza-del-programma-degli-stati-generali-della-psichedelia-in-italia-2022-sgpi22 https://www.psycore.it/bozza-del-programma-degli-stati-generali-della-psichedelia-in-italia-2022-sgpi22/#comments Fri, 09 Dec 2022 05:55:03 +0000 https://www.psycore.it/?p=3308 Leggi tutto]]> SGPI22 Come già annunciato, la quarta edizione degli Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22), si svolgerà il 16 e 17 dicembre p.v. in livestreaming online (le video-registrazionei saranno disponibili tramite questo gruppo privato su Facebook, previo accredito come specificato sotto).

Gli SGPI22 sono indetti dal CCCTo (Centro Cultura Contemporanea Torino) e prevedono diversi interventi e iniziative esterne organizzate autonomamente da alcuni partner del network ma anche da gruppi indipendenti. Qui di seguito il programma complessivo: La prima parte riguarda soprattutto strutture e attività del network mentre la seconda parte propone contributi dei poli del network e dei gruppi indipendenti.

L’accesso alle sessioni è libero previo accredito (occorre compilare questo modulo online) e sarà comunque gradito un contributo libero, etico e consapevole. Con un contributo minimo di 30€ si riceverà gratuitamente anche una copia dell’antologia “Verso la maturità psichedelica”, raccolta di interventi dalle edizioni 2019 e 2020 degli SGPI.

Il target dell’evento riguarda prevalentemente per gli addetti ai lavori — psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, medici, farmacologi , farmacisti, anestesisti, counselor, editori, scrittori, etnobotanici, consulenti aziendali, artisti, filosofi, antropologi, ecc., uditori qualificati variamente interessati ed eventualmente studenti delle varie discipline — ma resta aperto anche a chiunque sia interessato all’argomento — prevedendo anche interventi accessibili a un pubblico più generalista. (Qui maggiori dettagli).

Questo di seguito è il programma definitivo, mentre qui c’è una versione più estesa con altre informazioni sui temi, relatori ed eventuali aggiornamenti in tempo reale.

VENERDI’ 16 DICEMBRE 2022

ore 14-14.45: Apertura lavori e commento situazione generale del network.
Alessandro Novazio (ideatore e co-fondatore rete Psy*Co*Re, direttore CCCTo, co-fondatore MeshRooms (PCT consulting) e Agostino Formichella, editore di Eco dai Palazzi, co-fondatore MeshRooms (PCT consulting) [PCT=Psychedelic Consciousness Technology]

14.45 – 15.30: Maturità psichedelica, gettare ponti, libertà cognitiva (Alessandro Novazio)

15.30 – 16.00: Relazione annuale sullo stato della filiera PCT (Agostino Formichella)

16.00 – 16.30: Break

Focus EDT (editoria)

16.30 – 17.00 Panoramica italiana del settore editoriale/informativo

17 – 17.45: MindBooks: L’editoria della mente – Novità editoriali e bibliografia ragionata minima suggerita dai relatori intervenuti agli SGPI22

Focus IO –  Osservatorio Internazionale

17.45 – 18.15: Aggiornamento sullo scenario internazionale (Bernardo Parrella)

18.15 – 18:30 Break

Focus gruppo  FPT  (Frontiere PsicoTerapeutiche)

18.30 – 19.30 Psichedelici in psichiatria?  Pierluigi Lattuada, Leonardo Montecchi e Riccardo Zerbetto – modera Carolina Camurati

19.30 Chiusura lavori

– Serale dopo cena:

Collegamento esterno di 30 minuti con intervento via canale e-TV  “Facciamo finta che” , a cura del gruppo indipendente blogger Lamberti

SABATO 17 DICEMBRE 2022 (Contributi dei partner e dei gruppi indipendenti)

10.30: Inizio lavori

– Facciamo il punto su:

10.35 -10.45: Bocciatura referendum cannabis/ lettera aperta all’ex ministro Speranza  (Alessandro Novazio)

10.45 -11.15: Normativa “anti rave” (Roberto Landolfi)

11.15 – 11.45: Tabellazione ayahuasca (Katya Saro)

11.45 – 12.15: IT/ PCR  La ricerca  in Italia (Serrao) [PCR=Psychedelic Consciousness Research]

12.15 – 12.30 – 15 minuti – AMR, Amanita Muscaria Research (Gianluca Toro e Alessandro Novazio)

12.30-13.00:  Contributo gruppo indipendente Ophidian Pharmakon: Sperimentazioni sui possibili effetti medicinali dell’Amanita Muscaria

13.00-14.30:  Pausa pranzo

14.30: Apertura lavori pomeridiani

14.35 -15.00: Contributo polo partner Istituto di Biosonologia (Domenico Sciajno)

Spazio Ospiti

15.00 – 15.45: Verso un’architettura psichedelica (Claudio Catalano)

15.45-16.30: Essere “padroni” di sé stessi: Dialogo sul concetto di Libertà Cognitiva (Marco Mazzocca)

16.30-16.45: Break

16.45-17.30: Due nonni psichedelici: Ernst Jünger e Albert Hofmann (“DIO” alias Alessandro Paolucci)

17.30-18.30: Tavola rotonda: Situazione dell’informazione e della comunicazione su temi “psichedelici” in Italia (G. Cazzetta, E. Bosio, A. Novazio, modera A. Formichella)

18.30-19.00: Contributo Gruppo Ricerca  SNOC (Leonardo Montecchi / Annalisa Valeri)

19.00 Sintesi e chiusura dei lavori

– Altri eventi programmati nei giorni 16 e 17 dicembre senza livestreaming online:

Contributo gruppo indipendente  Transpersonal-training, Respirazione Olotropica Italia, Francia, Svizzera. Formazione.  Mario Lorenzetti

Contributo gruppo indipendente la Grotta del “Non so”

Meditazione di gruppo – Ci troviamo nel presente dando priorità al NON SÒ. Diamo spazio al percepire l’ignoto – Psichedelia e meditazione

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https://www.psycore.it/bozza-del-programma-degli-stati-generali-della-psichedelia-in-italia-2022-sgpi22/feed/ 1 3308
AMANITA MUSCARIA. Simboli, tradizioni, iconografia https://www.psycore.it/amanita-muscaria-simboli-tradizioni-iconografia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=amanita-muscaria-simboli-tradizioni-iconografia Tue, 08 Nov 2022 17:26:48 +0000 https://www.psycore.it/?p=3284 Leggi tutto]]> Amanita Muscaria (Gianluca Toro)Appena pubblicato presso Nautilus Autoproduzioni l’ultimo lavoro di Gianluca Toro (chimico di professione in campo ambientale): AMANITA MUSCARIA. Simboli, tradizioni, iconografia (Pagine 296, Euro 18).

Tra le specie psicoattive l’Amanita muscaria  è sicuramente la piú rappresentativa per l’aspetto esteriore e per l’antica e persistente tradizione legata al suo uso in diverse popolazioni di origine siberiane, ariane e del Nuovo Mondo.

In Europa, Greci, Etruschi, Unni, Celti e berserker – gli antichi guerrieri scandinavi – potrebbero avere conosciuto le proprietà del fungo. Probabilmente nella stregoneria europea l’Amanita muscaria è stata un ingrediente in diverse preparazioni, anche alchemiche. Nella cultura popolare è presente nelle fiabe di diversi paesi, associata a fate, elfi, folletti e gnomi; è stata usata (e si usa tuttora) come insetticida, alimento e farmaco anche omeopatico.

Recentemente la ricerca farmacologica si è focalizzata sul muscimolo, i suoi analoghi, e su altri composti presenti nel fungo che potrebbero trovare applicazione microterapiche in dverse patologie.
Oltre che seguire le tracce – anche iconografiche – lasciate dalle popolazioni che sono venute in contatto con questo fungo, l’analisi degli aspetti chimici permetterà di comprendere e giustificare le diverse applicazioni sviluppate dall’uomo dalla preistoria fino ai giorni nostri.

Maggiori dettagli e ordinazioni sul sito di Nautilus Autoproduzioni.

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Amanita muscaria: il fungo che cura https://www.psycore.it/amanita-muscaria-il-fungo-che-cura/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=amanita-muscaria-il-fungo-che-cura Fri, 07 Oct 2022 04:45:19 +0000 https://www.psycorenet.org/?p=3252 Leggi tutto]]> Amanita muscaria, il fungo che curaIn uscita l’ultimo saggio di Gianluca Toro, chimico in campo ambientale, per i tipi di Yume: uno studio approfondito sull’utilizzo medico dell’Amanita muscaria nel settecento basato su due testi dell’epoca.

L’Amanita muscaria è nota principalmente come specie psicoattiva con uso tradizionale e moderno sia passato che attuale, i cui effetti sono da attribuirsi sostanzialmente all’acido ibotenico e muscimolo.  Nella cultura popolare, il fungo è stato usato e si usa tuttora come insetticida, alimento e medicina. Tra gli altri composti individuati, che potrebbero trovare applicazioni micoterapiche, citiamo polisaccaridi, steroli, sfingolipidi, le vitamine C, E e D2, l’ercinina, fenoli, pigmenti, il R(–)-4-Idrossi-2-pirrolidone e composti del vanadio, con attività analgesica, antibatterica, antifungina, antivirale, antinfiammatoria, antiossidante, antinociceptiva, antitumorale e normoglicemica.

In questo contesto, sono presentati due testi tratti dalla letteratura medica del ’700, autori il chimico, chirurgo e barbiere J.C. Bernhardt (1710-1758) e il medico, farmacista e agrario C.G. Whistling (1748-1807). I due autori propongono una particolare forma di impiego dell’Amanita muscaria, ovvero come polvere ottenuta dal bulbo o comunque dalla parte inferiore del gambo. Nei loro scritti il fungo trova applicazione per il trattamento di diarrea, gonfiori, formazioni nodose, ferite, ulcere, scrofola, fistole, carie ossea, forme tumorali ed epilessia.

Alla luce dei dati presentati, si può ipotizzare un ruolo significativo dell’amavadina. Nel fungo questo composto del vanadio sarebbe coinvolto nell’autorigenerazione di tessuti danneggiati e in un’ulteriore protezione da attacchi microbici, il che potrebbe applicarsi anche nel caso dei tessuti umani, considerando inoltre che la concentrazione di vanadio e amavadina è massima proprio nel bulbo. Piú in generale, la struttura molecolare di determinati composti individuati nell’Amanita muscaria potrebbe costituire un modello per la sintesi di composti simili più efficaci dal punto di vista farmacologico.

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Ketamina: terapia psichedelica alla portata di (quasi) tutti? https://www.psycore.it/ketamina-terapia-psichedelica-alla-portata-di-quasi-tutti/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ketamina-terapia-psichedelica-alla-portata-di-quasi-tutti Sat, 01 Jan 2022 06:03:55 +0000 https://www.psycorenet.org/?p=2712 Leggi tutto]]> KetaminaKetamine Therapy Is Going Mainstream. Are We Ready?“: questo il titolo-domanda di un’ampia indagine proposta nel primo numero dell’anno nuovo dal noto settimanale statunitense New Yorker.  L’articolo punta innanzitutto a dettagliare storia, usi ed esiti della psicoterapia a base di ketamina, già applicata in diverse cliniche e ambiti Usa. Senza tralasciare una serie di utili analisi ed opinioni sugli aspetti sociali, culturali e imprenditoriali del più ampio revival psichedelico in corso. Per chiudere con resoconti di esperienze dirette sul campo, fornendo così un’estesa panoramica d’attualità che merita la sintesi ragionata italiana (qui di seguito). Ricordando comunque che per saperne di più su utilizzi ricreativi e terapeutici, rischi e potenzialità di questo anestetico psichedelico, in italiano c’è il libro di Gianluca Toro pubblicato da Nautilus nell’estate 2020.

Si parte da una figura a dir poco controversa, lo psichiatra messicano Salvador Roquet, il quale fin dagli anni Sessanta applicava terapie di gruppo appositamente mirate a creare un “forte sovraccarico sensoriale” in pazienti affetti da turbe psicotiche, per stimolarne una supposta rinascita psico-spirituale. Nel corso di sessioni ininterrotte di 8-9 ore a costoro venivano somministrate man mano svariate sostanze psichedeliche (dai funghetti alla datura al peyote), accompagnate da video porno e sanguinosi, assordante musica rock e sonorità cacofoniche di varia natura.

Si trattava insomma di vere e proprie “calate all’inferno”, dai risultati parimenti dubbi e controversi, e che oggi vengono fortemente criticate dalla stessa comunità psichedelica. Inclusi episodi di tecniche di controllo mentale, abusi sessuali e finanche torture ai danni dei pazienti applicate senza problemi dallo stesso Roquet. Il quale viene comunque indicato come uno dei propri “maestri” da esperti di spicco dell’odierno movimento enteogeno, tra cui Francoise Bourzat (e il marito Aharon Grossbard), formatasi con Pablo Sanchez, terapista psichedelico underground che ha ripreso le tecniche di Roquet dopo la sua morte nel 1995. (L’articolo del New Yorker non cita queste appendici, ma tali dettagli sono esposti in recenti interventi online, nel contesto di manipolazioni e abusi emersi nella terapia psichedelica, anche perché pur sempre illecita, e vengono ulteriormente discussi in PowerTrip, podcast periodico curato dal team di Psymposia).

Tornando alle sperimentazioni di Roquet, costui somministrava ketamina a chiusura di quelle esperienze convulse, proprio per le sue proprietà calmanti e introspettive. Per lo stesso motivo venne poi impiegata nel training dei futuri terapeuti psichedelici: è il caso di Stanislav Grof che la descrive come «la sostanza psicoattiva più strana mai provata in 50 anni di ricerche sulla consapevolezza» (nell’antologia Ketamine Papers del 2016). Proprietà ritenute valide ancor’oggi, con trattamenti offerti in varie cliniche ad hoc attive soprattutto in Usa e in altri ambiti (si veda più avanti). Ciò anche perché, mentre nei primi anni ’70 gli psichedelici finirono nella Tabella I delle sostanze illecite, la ketamina ottenne l’approvazione della FDA come anestetico e tale rimane pur se con alcune restrizioni. (Continua qui.)

Come chiarisce lo stesso articolo del New Yorker:

La ketamina è rimasta legale a livello medico, e gli psichiatri della controcultura hanno continuato a sperimentarla. Negli anni ’80 suscitò l’entusiasmo di John C. Lilly, medico e psichiatra poi divenuto noto per aver sviluppato tecniche di comunicazione uomo-delfini. Lilly ne sviluppò però dipendenza fino alla tarda età (morì nel 2001, a 86 anni). […] Negli anni ’90 la ketamina tornò in auge presso gli avventori di club, party e soprattutto rave dove si balla per lunghe ore,  causandone poi la classificazione (in Usa) nella Tabella III insieme a steroidi e codeina.

Quando le indagini scientifiche rivelano che una singola dose di ketamina intravena produce rapidi effetti antidepressivi,  e nel 2006 lo conferma perfino il National Institute of Mental Health, il gioco è fatto. Alcuni medici iniziano ad applicarla in modo discreto privatamente, finché nel 2012 parte il business vero e proprio a New York: prima apre la Ketamine Infusions, gestita da Glen Brooks, anestetista laureatosi ad Harvard, seguita nell’agosto di due anni fa da una clinica coi fiocchi, a cura della Field Trip Health, analoga a quella già avviata a Toronto, in Canada, e poi anche a Los Angeles. L’articolo delinea vicende, protagonisti e passaggi di questo salto imprenditoriale a tutto campo, analogo a quello seguito negli ultimi anni da altri psichedelici, che però restano formalmente illeciti. Si è così aperta un’area grigia legale in cui prospera la corsa all’oro medico-psichedelico, con le inevitabili luci e ombre:

Oggi una persona affetta da depressione con diverse centinaia di dollari a disposizione, che non sia in preda di manie o psicosi, può scegliere tra una vasta gamma di trattamenti clinici a base di ketamina: una dose titrata  somministrata per via endovenosa da un anestesista in una clinica apposita, un’iniezione fatta da uno psichiatra in uno studio privato, una pastiglia orale inviata per posta da una startup che approfitta delle modifiche alla regolamentazione delle prescrizioni a distanza dovuta alla pandemia da Covid. E se puoi andare nella città giusta e hai fondi sufficienti, puoi facilmente assicurarti un “viaggio” legale e guidato da un terapista in una clinica che si fa pubblicità su Facebook ed è finanziata dal venture capital.

Si passa poi a descrivere da vicino le esperienze dirette di alcuni pazienti in queste cliniche newyorchesi, inclusa la stessa autrice dell’articolo (Emily Witt), inframezzandole con interventi e citazioni degli odierni operatori sul campo. Tra questi,  Phil Wolfson, psichiatra pioniere del settore e co-curatore del suddetto Ketamine Papers, non esita a gettare un po’ d’acqua sul fuoco di questo forte revival psichedelico. Spiegando, ad esempio, che il “potere” della ketamina sta non tanto nell’attivare la neuroplasticità cerebrale – in realtà innescata anche da importanti ma comuni esperienze di vita come innamorarsi, meditare intensamente o scalare una montagna – bensì dalla capacità di offrire una “pausa soggettiva” a chi soffre di depressione cronica e farmaco-resistente. Non certo una panacea, bensì uno stacco introspettivo al di là del tipico andirivieni mentale e della pressante realtà quotidiana, utile specialmente per «l’enorme quantità di persone colpite da depressione cronica in un mondo cronicamente depresso, e come barriera contro i suicidi, aumentati del 30% dal 1999 ad oggi, o le 100.000 morti per overdose dall’aprile 2020 all’aprile 2021» [dati Usa],  come nota ancora Wolfson.

Stimolante anche la descrizione di una sessione di training per psicoterapisti interessati, sempre sotto l’egida di Phil Wolfson. Dopo l’invocazione iniziale e la declamazione di una poesia di Rumi, un’apposita colonna sonora e la presenza di vari assistenti offre supporto al “trip” dei presenti per circa un’ora, quando infine Wolfson prende il microfono: «Rilassatevi nel profondo di voi stessi, cercate la grande pace, trovate il centro del cuore, raggiungete la grande compassione». Segue poi la necessaria fase integrativa, con i partecipanti che scambiano impressioni personali sull’esperienza appena conclusa e infine seguono un seminario sulla teoria dell’attaccamento.

Ovviamente l’articolo del New Yorker affronta argomenti complessi con toni anche critici, impossibili da sintetizzare adeguatamente qui, provando altresì a costruire ponti tra le varie entità ed interessi coinvolti (in Usa). Non mancando, in conclusione, di sottolineare i rischi dovuti all’assunzione della sostanza, soprattutto se sniffata o iniettata quotidianamente per lunghi periodi, riferendosi naturalmente all’uso ricreativo al di fuori dell’ambito terapeutico. I pericoli riguardano la soglia di tolleranza in costante aumento, l’attrazione o la voglia irresistibile, i possibili danni irreversibili ai reni e al tratto urinario.  Pericoli questi ben noti e pubblicizzati nei giri underground, mentre la dipendenza vera e propria (come nel caso di Lilly di cui sopra o come causa collaterale di decesso) sembra abbia interessato solo pochi individui. E le stesse fonti governative ne classificano “da moderato a basso” il potenziale livello di abuso.

Impossibile sostenere che oggi l’ambito mainstream e la popolazione generale siano davvero pronti per l’avvento diffuso delle terapie psichedeliche. Anche se è vero che ciò va man mano prendendo nel mondo anglosassone, mentre in Italia siamo ben lontani da un serio dibattio pubblico e da una massa critica interessata. È però questo il momento giusto per prepararsi adeguatamente, non solo a livello medico, raccogliendo e diffondendo informazioni corrette e cercando di capire, come società nel suo insieme, chi/come possa trarne giovamento terapeutico – e chi invece punta solo a ricavarne dei profitti o, peggio, a imporre manipolazioni e abusi.

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Alberi-fungo e funghi nell’arte cristiana https://www.psycore.it/alberi-fungo-e-funghi-nellarte-cristiana/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=alberi-fungo-e-funghi-nellarte-cristiana Fri, 08 Oct 2021 00:29:00 +0000 https://www.psycorenet.org/?p=2509 Leggi tutto]]> Alberi-fungo, Gianluca ToroProseguendo con le segnalazioni editoriali, ecco la nuova uscita di Gianluca Toro, chimico in campo ambientale ed esperto di composti psicoattivi naturali in etnobotanica ed etnomicologia, nonchè autore di numerosi saggi e libri, tra cui Ketamina: un anestetico psichedelico (estate 2020). Si tratta di Alberi-fungo e funghi nell’arte cristiana. Origini e sviluppo di un’iconografia – oltre 500 pagine con circa 300 illustrazioni in bianco e nero (più di 100 le rappresentazioni fungine). È autopubblicato dallo stesso autore, a cui ci si può rivolgere per maggiori dettagli e per l’acquisto (25 euro il prezzo di copertina).

Obiettivo primario della ricerca è quello di seguire origine e sviluppo iconografico che hanno portato dall’albero all’albero-fungo stilizzato e all’albero-fungo vero e proprio nell’arte cristiana in senso lato. Si arriva al fungo naturalistico passando per forme intermedie, tentando di definire il maggiore o minore grado di intenzionalità con cui l’artista intese rappresentarle e il messaggio associato. Gli indizi considerati sono rappresentati dalla morfologia, la rappresentazione di un eventuale effetto psicoattivo, il tipo di scena e l’ambientazione, le dimensioni relative e posizione e la relazione con altri elementi della scena stessa, mentre i significati ipotizzati sono quello iniziatico-esoterico, indicazione della rilevanza di una scena, di un personaggio, di certe qualità o di un’azione, morte e resurrezione, maligno-demoniaco, alimentare, naturalistico e decorativo e numerico.

Per quanto concerne il nostro ambito specifico, le specie psicoattive riconoscibili e illustrate nel libro sono principalmente l’Amanita muscaria e la Psilocybe semilanceata, con prevalenza di quest’ultima, insieme ad alcune possibili rappresentazioni di specie di Panaeolus che non è sempre agevole riconoscere non avendo caratteri morfologici peculiari come le prime due specie. E come si legge nell’introduzione:

Le immagini individuate rispecchiano la principale differenziazione esistente in natura tra le specie di funghi psicoattivi, vale a dire quelli appartenenti alla classe biochimica isossazolica, corrispondenti essenzialmente all’Amanita muscaria, e psilocibinica, corrispondenti alla Psilocybe semilanceata e la specie di Panaeolus. Nonostante l’Amanita muscaria sia piú vistosa e facilmente riconoscibile rispetto alle specie psilocibiniche, sembra che queste ultime siano piú adatte a esprimere le tematiche dell’arte cristiana, il che rispecchia la distinzione tra gli effetti. Probabilmente l’Amanita muscaria era soggetta a una certa tabuizzazione.

Il testo offre una copiosità di dati etnomicologici, partendo dal Mondo Antico (greci, latini, romani) fino al Medioevo e oltre, integrati da una panoramica di leggende, racconti e altre testimonanze. Non mancano gli elementi di valutazione della rappresentazione fungina, con dettagli sui caratteri esteriori, la rappresentazione dell’eventuale effetto psicoattivo, l’ambientazione e altri riferimenti utili.

Più in generale, si chiarisce come le rappresentazioni fungine nell’arte cristiana deriverebbero da un contesto piú vasto e implicherebbero una tradizione micologica di tipo religioso, filosofico ed esoterico con origine nell’antichità. E non è certo un mistero che la cultura cristiana assorbí elementi tradizionali legati ai funghi per esprimere così il messaggio micologico in modo esoterico. Senza dimenticare che queste immagini e l’iconografia specifica rappresentano un contesto importante per la ricerca etnomicologica, confermando il fatto che quest’ultima era conosciuta ed eventualmente impiegata nella vita quotidiana.

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Frontiere PsicoTerapeutiche 2021: nuovi orizzonti per l’Italia https://www.psycore.it/frontiere-psicoterapeutiche-2021-nuovi-orizzonti-per-litalia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=frontiere-psicoterapeutiche-2021-nuovi-orizzonti-per-litalia Mon, 21 Jun 2021 23:11:36 +0000 https://www.psycorenet.org/?p=2220 Leggi tutto]]> Il 29 e 30 maggio scorso si è svolto il primo incontro interamente dedicato alle terapie assistite con psichedelici o tecniche psichedelico-simili. Gli incoraggianti risultati di due importanti trial clinici condotti dall’Imperial College di Londra e dalla non-profit statunitense MAPS, la crescita esponenziale del dibattito e il crescente interesse economico sul tema psichedelico (nel 2021 Mindmed, azienda di biotech e psichedelici, ha ricevuto 240 milioni di dollari per promuovere ricerche e sintesi di sostanze psichedeliche) e altri segnali dal variegato fronte psichedelico globale hanno portato il circuito di Psy*Co*Re a decidere che “i tempi sono maturi” per ampliare il discorso e l’approccio generale anche nella penisola.

O quanto meno per affrontare seriamente la domanda-chiave: ci si sta muovendo verso la maturità psichedelica in Italia? Da qui il workshop-convegno in oggetto, di cui proponiamo una breve sintesi commentata.

Si è partiti dalla proficua condivisione di propositi fra giovani psichiatri e psicoterapeuti (per esempio Rossana Garofalo, Pier Laurenzi, Federico Seragnoli) e quella di specialisti affermati come Leonardo Montecchi e Riccardo Zerbetto. A convincere ed unire infatti non sono soltanto le statistiche e i dati delle ricerche estere, ma anche le testimonianze di pazienti italiani che, attraverso l’esperienza diretta di efficacia della cura, hanno permesso al prof. Gilberto di Petta, psichiatra fenomenologo, di ricredersi rispetto alle sostanze psichedeliche: alcune di esse possono essere strumenti di salvezza.

Nel caso specifico portato dal prof. Di Petta, la sostanza in questione è la ketamina, già impiegata in anestesia e di cui è permesso l’uso nella terapia della depressione maggiore resistente ai trattamenti classici con inibitori della serotonina (SSRI). Tuttavia, ad oggi la responsabilità dell’utilizzo di questo farmaco off-label (non previsto dai manuali ufficiali) pesa sulla decisione del singolo psichiatra, che di conseguenza si trova orientato verso la variante S-Ketamina, per cui esistono invece ricerche specifiche che ne consentono l’uso on-label (per approfondire l’uso della ketamina in terapia vedi questo articolo di Gianluca Toro).

Il dott. Alessio Faggioli, psicoterapeuta nella clinica PsyOn di Praga, a cui viene offerta terapia assistita con la ketamina, ha fatto notare che la prescrizione della più economica (e più efficace) ketamina potrebbe passare in secondo piano a causa degli interessi economici che sostengono la sperimentazione e l’adozione della costosa S-Ketamina.


Un ulteriore aspetto a cui è bene dare risalto è l’aspetto fondamentalmente relazionale della terapia assistita con ketamina (con psichedelici in generale), che richiede una sperimentazione in prima persona di queste sostanze da parte dei professionisti della cura e una conoscenza teorica e pratica in grado di informare circa le questioni essenziali, ad esempio l’importanza del setting, del set, e dell’integrazione dell’esperienza.

È poi emersa la necessità dell’introduzione di queste sostanze nell’ambito tanato-terapico, quindi nell’accompagnamento alla morte. Un bisogno espresso dalle testimonianze di Giovanna Marchiaro e Paola Vivalda, medici specializzati in anestesiologia e cure palliative, che amaramente hanno sottolineato come quest’ambito in Italia necessiti di una radicale innovazione, forse rappresentata dalle eccezionali potenzialità delle terapie assistite con psichedelici presentate da Tania Re.

Composti quali l’ayahuasca o la psilocibina in grado di avvicinare i pazienti a questioni esistenziali e spirituali nei contesti di cura, sono stati approfonditi come possibili evoluzioni di cura da Francesco Gottardo, psicologo. Si è sottolineato come tale cambiamento abbia bisogno di studi randomizzati, trial clinici e ricerche utili a presentare come alternativa accettabile dalle istituzioni. Nonostante la scarsa attività di ricerca psichedelica in Italia, le eccezioni presentate in questo evento partono dagli studi pre-clinici di Danilo De Gregorio, un segnale su tempi maturi che iniziano a dare frutti anche nel nostro paese.

Se le ricerche quantitative restano fondamentali per rapportarsi con istituzioni quali università, ospedali e personalità politiche, ugualmente importante è la produzione di saperi necessari alla preparazione di nuovi terapeuti ed alla produzione di informazioni di qualità per i più bisognosi di queste terapie. Difatti, se i concetti di set, setting, intenzione e integrazione sono alla base della formazione di uno specialista nel campo, mancano di sicuro in quei contesti che presto includeranno queste sostanze nei loro paradigmi di cura.

A questo proposito sono state presentate alcune delle formazioni attualmente disponibili per chi volesse specializzarsi ed ottenere una certificazione in qualità di “terapeuta psichedelico”. Una scuola di pensiero è stata presentata da Max Wolff, fra i coordinatori del corso triennale APT (Augmented Psychotherapy Training) proposto dalla MIND Foundation. Wolff si è soffermato sullo sviluppo del questionario Acceptance/Avoidance-Promoting Experiences Questionnaire (APEQ), uno strumento che mira ad approfondire il volto duplice degli effetti di un’esperienza psichedelica: accettare catarticamente emozioni/ricordi/vissuti o al contrario produrre nuovi traumi ed una condotta evitante. Wolff ha insomma rappresentato un approccio alla terapia assistita con psichedelici, evidenziando non solo le positività ma anche i fattori sconosciuti, i “lati oscuri”, che necessitano di ricerche approfondite evidenced based (basata quindi su evidenze statistiche).

L’approccio adottato da Max Wolff e da molti altri terapeuti e ricercatori contemporanei si associa alla così dette “terapie cognitive di terza generazione”, distanziandosi forse dalla scuola di pensiero caratterizzante i terapeuti psichedelici attivi nella seconda metà del secolo scorso: la psicologia transpersonale (per cui non sono mancati rappresentanti illustri come Pierluigi Lattuada, direttore della scuola di psicoterapia bio-trans-energetica, e Regina Hess, anch’essa docente nella formazione APT). Questi diversi orientamenti, punti di visti e metodologie sembrano integrarsi nelle diverse formazioni, comprese quelle proposte dalla MAPS (MDMA Therapy Training Program, presentato da Federico Menapace) e dal California Institute of Integral Studies (Certificate Program in Psychedelic-Assisted Therapies and Research, presentato da Sonia Troiani).

Queste tre proposte formative si sono sviluppate in collaborazione fra loro, ognuna con le proprie peculiarità ed una caratteristica fondamentale in comune: l’attenzione per l’esperienza vissuta in prima persona. Infatti tutte le proposte prevedono dei workshop pratici di Respiro Olotropico, riconoscendone il valore nel contesto delle terapie assistite da psichedelici. A questa pratica in Italia ci si può formare attraverso l’offerta del Grof Legacy Training, di cui ha discusso la psicoterapeuta Claudia Panico, soffermandosi sulle potenzialità del lavoro Olotropico nell’appoggiare ed approfondire la terapia assistita da psichedelici. È poi emerso come anche le pratiche di breathwork derivate dal respiro Olotropico stiano gradualmente ispirando ricerche sperimentaili, senza restare escluse dalla spinta innovatrice che anima l’ambiente psichedelico.

Questo cambiamento vuole essere diretto al superamento di una tirannia “apollinea” (termine usato da Ruth Benedict e citato da Riccardo Zerbetto) dello scientismo iper-controllante, terrorizzato dalle possibilità catartiche ed espressive che caratterizzarono per millenni le terapie della psiche (un paradigma che deve ora scontrarsi con l’inefficacia delle attuali terapie per il disturbo post-traumatico da stress, la depressione e l’ansia de fine vita). Tale superamento implica però un’integrazione, nel senso che può avvenire non solamente all’esterno delle istituzioni ma attraverso la volontà, unita da un minimo accordo, di specialisti, pazienti, attivisti e politici. Pur sempre nella consapevolezza che una medicalizzazione spersonalizzante non potrà mai essere vettore di un cambiamento psichedelico dei contesti di cura.

La ricchezza degli interventi si è poi articolata nel tentativo di una sintesi operativa e proattiva. Infatti il gruppo riunitosi sembra costituire un movimento potenziale per l’introduzione di psichedelici nei contesti di cura. Avverrà questo cambiamento nell’alveo di un nuovo umanesimo che sappia integrare le tradizioni perdute dello sciamanesimo occidentale con l’innovazione ed il bisogno di fondi economici con l’assenza di speculazione distruttiva? Il termine dei lavori ha mantenuto aperto il dibattito ma chiuso con soddisfazione l’evento, in cui ognuno dei partecipanti (in presenza o davanti ad uno schermo) ha potuto riconoscersi negli occhi degli altri in un caleidoscopico scambio d’intenti.

Il workshop-convegno si è concluso con una spinta a creare e mantenere la preziosa rete di persone coinvolte e interessate alla tematica in Italia, con gli ovvi agganci internazionali. L’obiettivo comune è quello di portare avanti con professionalità e serietà il discorso di apertura e di esplorazione di questi nuove frontiere, la cui promessa è un aumento del benessere complessivo della popolazione, oltre che una maggiore conoscenza e comprensione delle incredibili opportunità offerte da queste sostanze e tecniche – opportunità che spetta a noi tutti cogliere lungo il percorso verso la “maturità psichedelica” in senso lato.

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Ketamina e psicoterapia https://www.psycore.it/ketamina-e-psicoterapia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ketamina-e-psicoterapia Fri, 30 Apr 2021 03:56:51 +0000 https://www.psycorenet.org/?p=2109 Leggi tutto]]> [ Articolo di Gianluca Toro* ]

Lo studio degli effetti e dei meccanismi di azione degli psichedelici in generale e delle connessioni tra mente e cervello ha portato a nuovi approcci psicoterapeutici alle psicosi. Ciò ha permesso di proporre una funzione psicoterapeutica per gli psichedelici in diversi casi come stress psichico, nevrosi (anche traumatiche), sindromi depressive, disturbi del comportamento e del carattere, squilibri della personalità e sofferenza e angoscia nelle malattie terminali, oltre che nella cura della dipendenza da sostanze di abuso (Camilla 1996; Strassman 1995).

Ketamina, un anestetico psichedelicoGli psichedelici possono accelerare il processo psicoterapeutico migliorando le associazioni mentali, intensificando le emozioni, riportando in superficie ricordi passati e materiale inconscio, contenendo la rimozione e amplificando certi aspetti del transfert (Strassman 1995). I risultati psicoterapeutici ottenuti dipendono dall’efficacia del lavoro analitico e non dalle proprietà intrinseche delle sostanze usate, che non sono inerentemente terapeutiche e rimangono un elemento tra i molti che compongono il processo psicoterapeutico (Camilla 1996; Strassman 2001).

L’uso psicoterapeutico degli psichedelici rappresenta una fase importante nella maturazione individuale. Il paziente diventa meno ansioso e nevrotico, più aperto emotivamente, più sicuro di sé stesso e delle sue possibilità e più confidente nel proprio futuro, aumenta l’importanza di elementi quali l’autopercezione, l’indipendenza individuale, il raggiungimento di scopi, la creatività, l’appagamento spirituale e il riconoscimento sociale. Si comprendono meglio il valore, le prospettive e gli scopi della propria vita, la vita stessa diventa più interessante e significativa, registrando anche modifiche positive negli atteggiamenti verso differenti aspetti della vita stessa nonché della morte e nel modo di vedere il mondo (Krupitsky & Grinenko 1996).

Esistono tre tipi di approcci psicoterapeutici in cui si usano psichedelici, ovvero la terapia psicolitica, la terapia psichedelica e la terapia ipnodelica. Essi si possono esemplificare nel caso dell’LSD (Camilla 1996).

La terapia psicolitica nacque come una modifica della psicoterapia a indirizzo analitico. Essa consiste nella somministrazione di dosi basse o medie di LSD (75-200 μg) ogni settimana od ogni 15 giorni. Il numero di sedute dipende dalla natura del problema clinico e dallo scopo psicoterapeutico, variando da 10-15 fino a 100 con una media di 40. Il fine è quello di fare emergere materiale inconscio da analizzare durante la seduta stessa o successivamente in sedute tradizionali senza assunzione della sostanza. In confronto al normale lavoro analitico, nella terapia psicolitica il processo di riemersione del materiale inconscio è molto più accelerato e approfondito (Camilla 1996).

La terapia psichedelica si basa su un’unica somministrazione, o per un numero molto limitato di sedute, di una dose alta di LSD (300-600 μg) accompagnata da una psicoterapia intensiva. Lo scopo è quello di ottenere un’esperienza altamente destrutturante che possa risultare in un cambiamento radicale della personalità del paziente (Camilla 1996).

Nella terapia ipnodelica la somministrazione di LSD è combinata all’ipnosi. In questo caso il paziente è ipnotizzato prima della somministrazione della sostanza in modo da poterlo indirizzare su precisi percorsi (Camilla 1996).

I cambiamenti ottenuti in una singola seduta psichedelica sembrano più profondi di quelli di una singola seduta psicolitica, con un maggiore “sconvolgimento” emotivo e una maggiore probabilità di penetrare nei diversi livelli psicodinamici. Rispetto a quella psichedelica la terapia psicolitica fornisce una migliore conoscenza dei processi psichici, rivelandosi più adatta a pazienti che soffrono di condizioni non troppo gravi e con interessi intellettuali circa la natura del processo psicoterapeutico. La terapia psichedelica è molto efficace in caso di gravi disturbi caratteriali e dipendenza  da sostanze di abuso. La terapia ipnodelica è adatta al trattamento di disturbi psicosomatici e sessuali, nevrosi, sindromi depressive, disordini caratteriali e stati borderline e psicotici, ma anche di dipendenza da sostanze di abuso (Camilla 1996).

La terapia psichedelica con ketamina si rifà ai principi di quella con LSD (Jansen 2001). Questa terapia può ricongiungere l’Io con parti negate del Sé, portare a una riconnessione con campi più ampi come famiglia, comunità, pianeta e universo e indurre esperienze spirituali (Krupitsky & Grinenko 1996). Ricordiamo che i deprimenti del Sistema Nervoso Centrale possono avere effetti negativi sulle esperienze transpersonali con ketamina, a causa di eccessiva sedazione, e che in genere i consumatori abituali di psichedelici hanno una minore probabilità di vivere un’esperienza unica e trasformativa (Kolp et al. 2007). Come in ogni psicoterapia, anche in quella con ketamina sviluppare un legame empatico tra paziente e terapeuta è molto importante, così come comunicare al paziente di aspettarsi un’esperienza piacevole, il che si è rivelato di maggiore successo rispetto alla somministrazione di sedativi per prevenire esperienze negative. D’altro canto alcuni psicoterapeuti non scoraggiano il verificarsi di esperienze negative perché possono essere associate alla negatività del problema da trattare (Jansen 2001). Inoltre la ketamina aumenta la suggestionabilità, per cui lo psicoterapeuta può indurre nell’inconscio del paziente determinati suggerimenti, ma interferisce con la comunicazione rimuovendo psicologicamente il paziente dall’ambiente in cui si trova e dalla relazione con il terapeuta. A questo si può ovviare con iniezioni ripetute di ketamina a dosi basse o con un predosaggio di stimolanti (Jansen 2001; Kurgunstev 1991; Rollo & Samorini 1998).

I primi a usare la ketamina in psicoterapia furono lo psichiatra J. Bastiaans in Olanda, Fontana y Col in Argentina e lo psichiatra S. Roquet in Messico (Fontana y Col 1974; Kolp et al. 2007; Ossebaard & Maalste 1999). Fontana y Col facilitava una regressione a livello prenatale attraverso un’esperienza di disintegrazione e prossima alla morte (NDE), seguita da un processo in progressione considerato simile alla rinascita, oltre a usarla contro la depressione. Roquet fu il primo clinico a usarla in psicoterapia di gruppo (Kolp et al. 2007). Negli anni ’60 e ’70 egli sviluppò il metodo della psicosintesi con somministrazione di gruppo di sostanze psicoattive, combinando tecniche psicoanalitiche e cerimonie messicane di guarigione. I pazienti erano stressati e molestati con immagini sgradevoli e angosciose e musica stridente e caotica, per poi terminare in modo più soave e disteso (Hidalgo Downing 2005). Roquet trattò perlopiù nevrotici ed ebbe anche successo con psicotici e chi soffriva di disordini della personalità (Kolp et al. 2007).

L’effetto antidepressivo della ketamina a somministrazione singola si manifesta entro 1 h e dura da 3 a 14 giorni (D’Arienzo & Samorini 2019).

In uno studio è stata valutata l’efficacia della ketamina nel trattamento della depressione unipolare (anche psicotica) e bipolare, con ansietà e disordine di personalità instabile. Nella prima fase è stata somministrata ketamina per infusione 1 volta alla settimana per 3 settimane, mentre nella seconda si è passati a 2 volte alla settimana per 3 settimane, alla dose di 0,5 mg/kg per via endovenosa in 40 min. I pazienti sono stati seguiti per 6 mesi. I risultati hanno mostrato che il 14% dei rispondenti al trattamento ha raggiunto i criteri di remissione, mentre il 61% ha ridotto l’idea di suicidio entro 6 h dalla somministrazione di una singola dose. Si sono verificati effetti collaterali acuti, tra cui vomito durante la somministrazione, ansietà marcata, intensificazione di idee suicidiarie (con predisposizione precedente) e un episodio vasovagale di 10 min. (Diamond et al. 2014). Un altro studio ha mostrato che con infusioni multiple di ketamina il tempo medio di ricaduta è stato di 19 giorni dopo 6 infusioni (mentre un soggetto non ha avuto ricadute per oltre 3 mesi) in un caso e 18 giorni dopo 5 infusioni in 2 settimane in un altro. In entrambi questi studi i soggetti non hanno assunto gli usuali antidepressivi prima di iniziare il trattamento, e la maggior parte ha mantenuto questa condizione fino alla ricaduta (Aan het Rot et al. 2010; Murrough et al. 2013).

Ancora, ad alcuni pazienti è stata somministrata la dose di 0,5 mg/kg di ketamina in 40 min. Gli effetti antidepressivi sono comparsi dopo 24 h-4 giorni mantenendosi fino a 2 settimane, con il 30% che poteva essere considerato in remissione (Sanjay & Zarate [Jr.] 2016). In un altro caso, a seguito di una somministrazione singola il 29% dei pazienti ha mostrato remissione dopo 3 giorni e il 60 e 64% rispettivamente dopo 3 e 7 giorni (Aan het Rot et al. 2012; Murrough et al. 2013).

In altri studi, pazienti con depressione maggiore che non erano in trattamento farmacologico hanno ricevuto la dose di 0,5 mg/kg di ketamina, riportando un miglioramento dei sintomi (Berman et al. 2000; Evans et al. 2018). I risultati dei test psicometrici relativi a uno studio su pazienti con depressione maggiore, a cui è stata somministrata ketamina alla dose di 0,54 mg/kg in 30 min., hanno mostrato che un punteggio più alto per gli effetti psicoattivi era correlato a miglioramenti più significativi dello stato depressivo (Sos et al. 2013). La ketamina è stata somministrata anche per via sublinguale a pazienti con depressione maggiore resistente ai trattamenti convenzionali o con depressione bipolare, ripetendo l’assunzione dopo 2-3 giorni o settimane, risultando in una buona azione antidepressiva (Diogo et al. 2013).

In un altro studio i pazienti hanno ricevuto la dose 0,5 mg/kg di ketamina per via endovenosa durante 12 giorni ogni 2 giorni, con un’efficacia maggiore rispetto alla somministrazione singola e risultando nel 48,1 % di remissione (Zheng et al. 2019).

Per il rischio di suicidio in pazienti con depressione maggiore si è registrato un miglioramento significativo dei sintomi entro circa 4h dalla somministrazione di ketamina (DiazGranados et al. 2010). Citiamo anche uno studio in cui pazienti a cui è stato diagnosticato di recente il cancro (in generale piuttosto soggetti alla depressione con rischio di suicidio), hanno ottenuto un miglioramento dei sintomi entro 1 giorno dalla somministrazione di 0,5 mg/kg di ketamina in 40 min., mantenendosi come minimo per 3 giorni (Fan et al. 2017). D’altra parte nel caso di depressione cronica severa con idee di suicidio la dose di 0,75 mg/kg si è rivelata più efficace di quella a 0,5 mg/kg (Cusin et al. 2016; Ionescu et al. 2019). Ricordiamo ancora che persone con tendenze suicide, le quali hanno sperimentato una NDE con la ketamina, nonostante una più solida credenza in una vita dopo la morte presentano un rischio minore di ripetere il tentativo in confronto a un rischio 50-100 volte maggiore per chi non ha mai sperimentato la sostanza (Greyson 1992-1993).

La ketamina può bloccare lo sviluppo della tolleranza e la dipendenza fisica da sostanze tra cui alcool, benzodiazepine, barbiturici, eroina e cocaina (Khanna et al. 1997, 1998; ECDD 2014). Dal 1985 a Leningrado il gruppo di lavoro dello psichiatra E.M. Krupitsky ha iniziato a usare la ketamina nella terapia assistita per l’alcoolismo, denominata “Ketamine Psychedelic Therapy” (KTP) (Jansen 2001; Krupitsky & Grinenko 1997). In questo contesto gli effetti della ketamina sono stati sperimentati su maschi alcoolisti volontari insieme a un gruppo di controllo. In una prima fase essi hanno trascorso 3 mesi in ospedale, durante i quali sono stati trattati i problemi fisici, l’ansietà e la depressione. È seguita una terapia individuale, indagando la storia personale, le relazioni, le cause della dipendenza, i motivi che hanno portato al trattamento, i fattori che avrebbero ostacolato o aiutato il progresso terapeutico e i propositi futuri per una vita sobria, in modo da aiutare a percepire le radici inconsce dei problemi generati dall’alcoolismo, concentrarsi sui valori individuali e sul concetto del Sé, migliorare i disturbi legati alla personalità e dare un nuovo impulso alla vita ed enfasi agli aspetti positivi della sobrietà e a quelli negativi della dipendenza.

Ai partecipanti era stato preventivamente comunicato di aspettarsi cambiamenti positivi nella personalità che li avrebbero aiutati a diventare sobri, e che avrebbero potuto sperimentare delle esperienze fuori dal corpo (OBE). Nella seconda fase ai pazienti sono stati iniettati per via intramuscolare bemergide ed etimizolo e poi ketamina (2-3 mg/kg) con sottofondo di musica soave. Durante il plateau il terapeuta faceva odorare e assaggiare alcool ai pazienti e li guidava nell’associare la reazione negativa indotta dal bemergide all’odore e al sapore dell’alcool stesso. È seguita la discussione e l’interpretazione dell’esperienza, dopo che il paziente ne aveva scritto un resoconto. La terza fase consisteva in una terapia di gruppo il giorno successivo in cui furono interpretati i significati personali degli aspetti simbolici emersi, valutando i loro legami con i problemi individuali in modo da rafforzare il desiderio del paziente di una vita sobria e stabile. Dopo 1 anno il 66% si era astenuto dall’alcool (contro il 30% della terapia tradizionale), il 27% aveva subito una ricaduta mentre per il 7% non si sono potuti ottenere dati. Nel gruppo di controllo, trattato con metodi convenzionali, solo il 24% è rimasto sobrio mentre il 69% ha avuto una ricaduta. A seguito di test effettuati prima e dopo il trattamento per valutare il cambiamento di personalità, si sono notati miglioramenti significativi. Cambiamenti positivi si sono registrati per la forza dell’Ego, il concetto del Sé, la capacità di esprimere sé stessi e le attitudini emotive (maggiore apertura emozionale). I soggetti erano meno ansiosi, più sicuri, equilibrati, autosufficienti, responsabili e maturi, con maggiore capacità di autoregolarsi e raggiungere i propri obiettivi e più fiduciosi nella capacità di controllare la propria vita.

Si è anche registrato maggiore interesse per i valori e il senso della vita e per lo sviluppo spirituale, maggiore creatività e miglioramento della vita famigliare e di società. Si sono anche registrati cambiamenti utili nelle attitudini emotive non-verbali verso i parenti stretti e il terapista e nella percezione del Sé ideale e dell’ “Io sobrio”, mentre la valutazione dell’ “Io ubriaco” era più negativa, senza contare che l’emersione e l’espressione di attitudini emotive non-verbali portavano a un minore conflitto tra attitudini verbali consce e non-verbali inconsce rispetto all’alcool, la personalità e altre persone. Rimarchiamo l’assenza di complicazioni psicologiche e il fatto che i pazienti non hanno usato ketamina al di fuori dell’ambito clinico.

In un altro studio sono state effettuate prove per confrontare l’efficacia relativa di 0,2 mg/kg (dose bassa) e 2,0 mg/kg (dose alta) di ketamina in unica somministrazione per via intramuscolare nel trattamento della dipendenza da eroina. Dopo 2 anni il trattamento con la dose alta si è rivelato più efficace determinando una più duratura riduzione del desiderio per la sostanza, una percentuale significativamente superiore di astinenti nei primi 24 mesi, minore percentuale di recidivi, migliore integrazione psicologica e maggiori cambiamenti positivi nelle attitudini emotive inconsce non-verbali (Krupitsky et al. 2002). Ancora, in un altro studio a un gruppo di soggetti sono stati somministrati 2,5 mg/kg (dose alta) di ketamina per via intramuscolare mentre il gruppo di controllo ha ricevuto 0,25 mg/kg (dose bassa), sempre per via intramuscolare. I risultati hanno mostrato che il primo dosaggio ha dato risultati migliori del secondo quando entrambi sono accompagnati da una psicoterapia (Krupitsky et al. 1999-2000). Inoltre la ketamina, somministrata con morfina, evita la tolleranza alla morfina stessa (Gonzalez et al. 1997; Shimoyama et al. 1996).

Citiamo ancora uno studio in cui alcuni pazienti di un centro di disintossicazione da eroina sono stati divisi in 2 gruppi prima di essere dimessi. Il primo gruppo ha seguito 2 sedute di psicoterapia convenzionale e 2 terapie con ketamina, a differenza del secondo trattato con 2 sedute di psicoterapia convenzionale e 1 terapia con ketamina. Dopo 1 anno è risultato che per il primo gruppo l’astinenza continuata era maggiore (50%) rispetto al secondo (22%) (Krupitsky et al. 2007).

Per quanto riguarda la dipendenza da cocaina, alcuni pazienti a cui è stata somministrata ketamina hanno mostrato maggiore motivazione a interrompere l’uso della sostanza e una riduzione del desiderio per la stessa dopo un’esperienza di tipo mistico, a confronto con un placebo attivo (midazolam) (Dakwar et al. 2014, 2018).

La ketamina ha anche trovato impiego nel trattamento della compulsività nei disordini alimentari, bulimia, ipocondria, amnesia psicogena, isteria, disordini nevrotici e di tipo ossessivo-compulsivo e fobico, disordini della personalità evitante e istrionica, disturbi dissociativi (come la paralisi isterica) e disordine da stress post-traumatico (Hidalgo Downing 2005; Khorramzadeh & Lofty 1973; Krupitsky & Grinenko 1997; Mills et al. 1998; Rollo & Samorini). Per il disturbo ossessivo-compulsivo il trattamento con ketamina ha portato, per una paziente sofferente di un’ossessione di simmetria-esattezza, alla scomparsa completa dei sintomi durante il plateau e a una loro riduzione significativa nei successivi 6 giorni (Rodriguez et al. 2011).

In un altro studio, la somministrazione di 0,5 mg/kg di ketamina in 40 min. ha determinato nel 50% dei pazienti una riduzione significativa dei sintomi protrattasi fino a 7 giorni dopo il trattamento (Rodriguez et al. 2013). Per il disordine da stress post-traumatico citiamo uno studio in cui alcuni pazienti sono stati trattati con ketamina alla dose di 0,5 mg/kg a confronto con un placebo attivo (midazolam). Il miglioramento dei sintomi è avvenuto in breve tempo, estendendosi per più di 24 h e fino a 2 settimane per il 17,1% dei pazienti (Feder et al. 2015). La ketamina ha mostrato buoni risultati nel trattamento di una variante del disturbo bipolare pediatrico nota come “paura del pericolo”. È il caso di uno studio su bambini di 10 anni trattati con ketamina per via intranasale alla dose di 30-120 mg, in particolare con riduzione di aggressività, ansia e paura del pericolo, oltre a una migliore qualità del sonno. Il trattamento è stato ripetuto ogni 3-7 giorni (Papolos et al. 2013). La ketamina è anche impiegata per trattare l’ansia e la fobia sociale (D’Arienzo & Samorini 2019).

In uno studio su topi la ketamina è stata somministrata a 5 intervalli di tempo durante un’esperienza che induce paura, in modo da determinare se la sostanza fosse efficace nel ridurre l’espressione della paura stessa o prevenirne la riattivazione. Ai topi è stata somministrata una singola dose di ketamina (30 mg/kg) o soluzione salina in tempi diversi prima o dopo l’induzione. È risultato che la ketamina può tamponare la risposta alla paura quando somministrata una settimana prima come profilattico, ma non quando somministrata immediatamente prima o dopo un episodio che induce stress (McGowan et al. 2017).

Infine, in uno studio che non è stato svolto nell’ambito di una ricerca clinica formale è stata somministrata ketamina a due pazienti malati di cancro in fase terminale (150 mg per via intramuscolare). I pazienti sono stati preparati all’esperienza transpersonale e hanno formulato uno scopo psicospirituale con una fase di integrazione al termine dell’esperienza (1 alla settimana accompagnata da musica New Age). Durante le prime 3 esperienze si sono esplorate le credenze sulla vita dopo la morte e le attitudini verso la morte stessa. La settimana seguente un paziente aveva riferito che il dolore persistente e i ricorrenti attacchi di panico erano scomparsi e che poteva evitare l’assunzione di morfina e lorazepam. Rimase tranquillo fino alla morte 7 mesi dopo senza ricorso ad antidolorifici. Nello stesso set e setting il gruppo di controllo trattato con un placebo non ha evidenziato gli stessi benefici (Kolp et al. 2007).

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*Gianluca Toro è un chimico in campo ambientale. Si interessa di composti psicoattivi naturali nell’ambito dell’etnobotanica e dell’etnomicologia, nonché di composti psicoattivi sintetici, con particolare riguardo per l’aspetto chimico e farmacologico. Ha pubblicato articoli per riviste italiane, francesi, spagnole, tedesche e americane. Autore del libro Ketamina, un anestetico psichedelico (Nautilus, 2020).

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2109
Ernst Jünger, psiconauta lisergico https://www.psycore.it/ernst-junger-psiconauta-lisergico/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=ernst-junger-psiconauta-lisergico Thu, 11 Feb 2021 16:22:20 +0000 https://psycorenet.org/?p=1773 Leggi tutto]]> [ Articolo di Gianluca Toro* ] . Tra le opere del ’900 che hanno trattato il tema delle droghe, Avvicinamenti. Droghe ed ebbrezza (1970) dello scrittore e filosofo tedesco Ernst Jünger (1895-1998) (pubblicato in italiano nel 2006) Avvicinamenti (Junger)emerge sicuramente come una tra le piú significative sia per la varietà delle sostanze considerate che per le riflessioni proposte, espresse nella prosa lucida ed evocativa che da sempre caratterizza lo scrittore tedesco. Il testo di Jünger costituisce una fenomenologia degli stati modificati di coscienza indotti da alcool, etere, cloroformio, hashish, oppio, cocaina, funghi psilocibinici, mescalina e LSD, un contributo sulla scia di Thomas De Quincey (Confessioni di un mangiatore d’oppio [1822]), Claude Baudelaire (I paradisi artificiali [1860]) e Aldous Huxley (Le porte della percezione [1954]).

L’opera definisce anche il concetto di “psiconauta” contrapposto a “ricercatore delle droghe” proposto dallo studioso svizzero-islamico Rudolf Gelpke (1928–1972) ne L’ebbrezza in Oriente e Occidente (1966). “Psiconauta” significa “navigatore della psiche” ovvero viaggiatore del mondo mentale interiore attraverso l’assunzione di sostanze psicoattive. Nel testo di Jünger il termine sarebbe attribuito ad Arthur Heffter, il quale testò su di sé la mescalina pura negli anni 1896-1898.

Tra gi “avvicinamenti” di Jünger ci sembra significativo isolare nelle sue linee essenziali quello con l’LSD, in quanto la sostanza ha avuto un certo ruolo nel plasmare in parte la cultura del ’900, sia a livello di influenze in campi quali per esempio la letteratura, l’arte e la scienza, che per le personalità coinvolte. Jünger conobbe l’LSD direttamente tramite il suo scopritore, il chimico svizzero Albert Hofmann. I due intrattennero un fitto carteggio dal 1947 al 1998 (raccolto nell’omonimo libro del 2017), anno della morte di Jünger, che testimonia la nascita e il consolidamento di una sincera amicizia basata sul reciproco rispetto, carteggio in cui è possibile apprezzare l’origine e lo sviluppo quasi quotidiano delle loro riflessioni sia sull’LSD che su altre sostanze psicoattive.

Hofmann sintetizzò l’LSD nel 1938 come possibile analettico, ma le sue proprietà psicoattive furono evidenziate solo nel 1943 per via fortuita. Nel 1944 fu pubblicata la sintesi della sostanza mentre nel 1947 furono ufficialmente rese note le prime descrizioni degli effetti. Dall’inizio degli anni ’50 la casa farmaceutica presso cui Hofmann lavorava, la Sandoz, iniziò a distribuire l’LSD come una preparazione sperimentale sotto il nome di Delysid, e per tutti gli anni ’50 e i primi anni ’60 fu usato in psichiatria clinica e nella ricerca neurologica. Ma l’uso dell’LSD non rimase confinato ai laboratori di ricerca, e dai tardi anni ’60 si diffuse come droga ricreazionale, diventando illegale in diversi paesi. La domanda di LSD crebbe a tal punto che nel 1965 la Sandoz cessò volontariamente la distribuzione del Delysid, in quanto le richieste avrebbero potuto portarle una pubblicità negativa.

Lsd, Junger, HofmannLa prima esperienza di Jünger con l’LSD avvenne nel 1951 a Bottmingen, nei pressi di Basilea. All’incontro parteciparono Hofmann e il medico H. Konzett, seguendo l’intento di esplorare gli effetti della sostanza sulla sensibilità artistica. Jünger assunse una dose di 50 μg (microgrammi). Tra gli effetti riportati, oltre all’intensificazione dei colori e all’amplificazione e trasfigurazione della musica, lo scrittore descrisse la sua esperienza percettiva del fumo emanato da un bastoncino di incenso.

Il fumo trema, si avvolge e ondula in un gioco di figure lievi, “materia e movimento, abito e corpo non mostravano qui alcuna separazione”, “essere ed evento coincidevano in modo quasi assoluto, e cosí pure la visione e il fenomeno”, “quello che al principio si è separato si ricongiunge in una grande simmetria: l’alto e il basso, la valle e l’onda, […], il padre e la madre, la forza e lo spirito”. Il colore azzurro del fumo si trasforma in uno piú etereo che pian piano inonda il vuoto crescente dello spazio, “ ‘spazioso’ – è una condizione che intensifica lo spazio. […] il vuoto aumenta”, “non viene soppresso solo ciò che non ha importanza, ma anche quasi tutto ciò che ci appariva importante”.

In definitiva Jünger ebbe l’impressione che l’LSD non portasse “oltre le anticamere, per quanto finemente decorate”, il che fu probabilmente dovuto alla dose troppo bassa, definendo la sostanza “un gatto domestico, a confronto con la tigre reale, la mescalina; tutt’al piú un leopardo”. Jünger elaborerà questa esperienza in Visita a Godenholm (1952) in chiave di iniziazione alla scrittura ispirata.

In una seconda esperienza nel 1970, sempre con Hofmann, Jünger assunse 150 μg di LSD. Oltre nuovamente all’intensificazione dei colori, egli entrò in “altri spazi, dove tutto si acquieta”, in un “completo benessere”, come se “una ricca sorgente sgorgasse all’interno della visione”. Durante una passeggiata “la neve ardeva come la scoria appena uscita da un altoforno”.

Jünger interpreta le sue esperienze alla luce del bisogno di trascendenza dell’uomo moderno. Il tema è il superamento del tempo e la sua condensazione in un attimo di pienezza come quello che l’ebbrezza assicura. La condizione raggiunta è simile a quella del sogno, in cui compaiono oggetti liberati dalle loro proprietà ordinarie e che ne conquistano di nuove rendendoli piú “vigorosi”. Se la sua forza aumentasse ancora, si abbandonerebbe il mondo dei sogni e si entrerebbe in nuove realtà.

L’ “essere stato lí una volta” può provocare un mutamento che rimane ignoto alla persona. L’acuirsi della sensibilità, che potrebbe anche essere permanente, e l’affinamento del giudizio permettono di avvicinarsi al “reticolo fondamentale”, ovvero a una sorta di struttura invisibile che definisce la realtà proiettandosi in essa. Si tratta di una forma diversa di conoscenza che ha i suoi pericoli. Come scrisse Arthur Rimbaud, “I veri viaggi sono immobili”.


*Gianluca Toro è un chimico in campo ambientale. Si interessa di composti psicoattivi naturali nell’ambito dell’etnobotanica e dell’etnomicologia, nonché di composti psicoattivi sintetici, con particolare riguardo per l’aspetto chimico e farmacologico. Ha pubblicato articoli per riviste italiane, francesi, spagnole, tedesche e americane.

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Il trentennale della SISSC. La “rinascita” e il nuovo “Altrove” https://www.psycore.it/il-trentennale-della-sissc-e-lultimo-altrove/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=il-trentennale-della-sissc-e-lultimo-altrove Mon, 21 Dec 2020 07:02:35 +0000 https://psycorenet.org/?p=1550 Leggi tutto]]> Fondata nel 1990 e presieduta inizialmente dal neurofisiologo e psicoterapeuta milanese Marco Margnelli (ricercatore presso il Cnr, il Karl Ludwig Institut fur physiologie dell’Universita di Lipsia e l’Università del North Carolina), la Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza (SISSC) ha base a Torino e prosegue le sue attività mirate a promuovere e a facilitare lo studio del vasto e multidisciplinare campo di ricerca sugli stati di coscienza. Psy*Co*Re ha dedicato il pomeriggio della seconda giornata dei recenti Stati Generali della Psichedelia in Italia (SGPI20) proprio al suo trentennale, ripercorrendone il cammino e facendo il punto sui propositi per il futuro.

Oltre a vari interventi dei soci fondatori della “nuova” SISSC, c’è stata una stimolante conversazione a tutto campo tra Alessandro Novazio, coordinatore di Psy*Co*Re (e membro fondatore della nuova SISSC) e Gilberto Camilla, presidente onorario, il quale ha anche raccontato alcuni aneddoti sulle incursioni italiane di pionieri quali Albert Hofmann, Carl Ruck ed Ernst Jünger. L’attuale presidente, Antonello Colimberti, ha  ribadito il costante impegno della SISSC per ampliare la conoscenza e la divulgazione scientifica, impegno necessario ancor più oggi che queste tematiche vanno (finalmente) attirando l’interesse Altrove - SISSCmediatico, letterario e popolare anche in Italia. Impegno sottoscritto da tutto il nuovo direttivo: dal vulcanico vice presidente Maurizio Nocera, al segretario Nerio Bonvicini, ai consiglieri Francesco Perricelli e Bruno Severi.

Lo conferma anche Claudio Barbieri, che sta curando il nuovo numero in uscita di Altrove , la pubblicazione annuale della SISSC edita da Nautilus, che tornerà ai “fasti di un tempo” con veste grafica rinnovata e interventi d’approfondimento. Tra gli articoli ipresenti nell’ultimo numero, troviamo: Ayahuasca e sciamanismo, (Michael Taussig intervistato da Peter Lamborn Wilson [Hakim Bey]), Piante e sostanze allucinogene nella pratica sciamanica e terapeutica (Ralph Metzner), Interpretazione etnomicologica dell’arte rupestre sahariana (Gianluca Toro), Il monaco del suono (Leopoldo Siano), Andare oltre la materialità (Elémire Zolla intervistato da Maurizio Nocera). La rivista viene inviata gratuitamente a tutti gli iscritti alla SISSC, mentre per prenotarne una copia e/o per altre informazioni, scrivere a: sisscaltrove@gmail.com.

Riportiamo di seguito alcuni stralci (qui c’è la versione integrale) del saggio curato da Nicholas Cozzi, dell’Università del Wisconsin a Madison (Usa), che anticipa di molti anni le evidenze emerse dalle ultime ricerche neuroscientifiche: La breccia psichedelica nelle neuroscienze. Come le droghe psichedeliche hanno influenzato la nascita e lo sviluppo della psicofarmacologia. 

Nella metà del XX secolo l’opinione prevalente in psicologia e psichiatria era quella secondo cui gli stati d’animo, i desideri, i sentimenti, i ricordi, i comportamenti e il carattere sarebbero determinati da storie ambientali, esperienze infantili, dall’azione reciproca fra ricompensa, punizione, repressione e rinforzo, dalla mente inconscia e da meccanismi psicosessuali, fra gli altri. L’attività del cervello era ritenuta essenzialmente di natura elettrica. Prima degli anni Quaranta e all’inizio degli anni Cinquanta, il concetto che la coscienza fosse influenzata, se non determinata, dall’azione di sostanze chimiche prodotte nel cervello, era del tutto estraneo.

Gli importanti eventi che trasformarono i paradigmi precedenti e diedero vita alla neurochimica e alla neurofarmacologia, che portarono direttamente allo sviluppo della psicofarmacologia come disciplina scientifica, sono di fatto legati alla scoperta e alla ricerca sugli effetti psicoattivi della dietilamide dell’acido lisergico (LSD), della NN-dimetiltriptamina (DMT), della psilocibina e delle altre sostanze psichedeliche. Una delle più importanti scoperte sorte dalla ricerca sulle droghe psichedeliche fu la comprensione del ruolo della serotonina nei processi mentali.

Alla luce di queste scoperte in neurochimica, le ipotesi della psicologia e della psichiatria rispetto all’origine e alla natura della coscienza e dei disturbi psicologici dovrebbe subire una significativa revisione. Diventa necessario per la psicologia e la psichiatria incorporare le osservazioni derivanti dalla neuro- biologia nei modelli del funzionamento mentale. La neurochimica e la neuro- farmacologia incominciarono ad assumere ruoli dominanti nella ricerca sulla coscienza e nel trattamento delle malattie mentali a partire dalla fine degli anni Cinquanta e poi negli anni Sessanta. In particolare, divenne obbligatorio per le pratiche psicoterapeutiche usare droghe psicoattive, logicamente derivate dalle scoperte sperimentali della neurofarmacologia, come un miglior approccio alla salute psicologica.

Anche se molto è ancora da perfezionare, l’efficacia di queste droghe ha indubbiamente portato benefici a innumerevoli vite. L’interesse nei neurotrasmettitori e nelle droghe che modulano la loro attività continua a motivare molte ricerche da parte di Accademie, di industrie farmaceutiche e biotecnologiche e degli istituti governativi.

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