Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22)

SGPI22Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22), Torino, 16/17 dicembre 2022

[versione inglese]

Evento multidisciplinare promosso da CCCT (Centro di Cultura Contemporanea di Torino) e SPI (Società Psichedelica Italiana), in collaborazione con la rete Psy*Co*Re (Multidisciplinary Italian Network for PSYchedelic and COnsciousness REsearch).

Fondato nel maggio 2019, Psy*Co*Re riunisce tutte quelle realtà che si occupano – a vario titolo e con diversi approcci – di “stati altri di coscienza” dell’essere umano, e che si riconoscono in una visione aperta e inclusiva, sussidiaria e votata alla parresìa, con un’attenzione particolare alle finalità di promozione della salute e degli aspetti etici che ne conseguono.

L’obiettivo di fondo è quello di ampliare e approfondire ulteriormente il tema “psichedelia”, a partire dal suo etimo, nelle sue varie sfaccettature e dimensioni, a fronte della continua crescita d’interesse per la ricerca scientifica, le applicazioni terapeutiche e auspicabile nuovo paradigma culturale. Un quadro ben distante da un certo stigma controculturale del passato e dall’anacronistico proibizionismo che pur tuttavia colpisce ancora gli enteogeni.

Il filo conduttore di SGPI22 sarà quello di CREARE PONTI, connesso a quello della MATURITA’ PSICHEDELICA avviato nella scorsa edizione. Senza trascurare le urgenze globali interconnesse che ci mettono di fronte alla necessità di ripensare il sistema ecosociale aprendo al concetto di LIBERTA’ COGNITIVA tramite una rinnovata consapevolezza e una più diffusa sensibilità.

In questa quarta edizione gli SGPI tornano in presenza, pur sempre in aggiunta alla modalità online, per favorire la partecipazione del maggior numero di soggetti e realtà possibili onde promuovere e far emergere la rete nazionale e internazionale che ruota intorno alla psichedelia e agli stati di coscienza ALTRI in ogni loro forma, modalità ed espressione. Oltre a dare spazio alla scena italiana, non mancheranno i rilanci sul quadro internazionale nell’ambito del nuovo formato adottato quest’anno, basato una formula più fluida e meno centralizzata.

Un particolare focus sarà dedicato ad attività e produzioni rivolta al pubblico italiano più ampio e non più solo limitato agli addetti ai lavori come nelle scorse edizioni, oltre a delineare le iniziative sviluppate in collaborazione con soggetti e realtà internazionali. Si cercherà dunque di far emergere la rete diffusa delle realtà culturali che promuovono con vigore i diversi linguaggi della psichedelia italiana e della “scienza della coscienza” presente sul territorio nazionale e internazionale.

La partecipazione avviene su invito e tramite “open call” (vedi link in fondo), rivolgendosi a enti di ricerca, università, istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria, associazioni riconosciute o di fatto, gruppi spontanei aggregati per l’occasione, aziende, soggetti e realtà indipendenti.

Gli SGPI22 sono indetti dal CCCT. I poli del network saranno liberi di organizzarsi in proprio, a livello territoriale e tematico con organizzazione, piattaforma logistica propria, una propria lista di invitati e partecipanti (con l’unica limitazione della scelta delle date del 16 e del 17 dicembre 2022). Come in passato, si potranno proporre anche eventi “off” al di fuori delle date di dicembre indicate. I relatori indipendenti interessati a partecipare potranno scegliere liberamente il polo del network a cui aggregarsi o il gruppo esterno a proprio piacimento. Appena possibile verrà pubblicata la lista dei poli attivi e dei gruppi esterni. Si potrà inoltre presentare la candidatura per la creazione di nuovi poli.

Ovviamente i poli devono riconoscersi nelle linee-guida del manifesto di Psy*Co*Re che vi invitiamo nuovamente a consultare (https://www.psycore.it/manifesto-psycore/). Per confermare e ribadire l’apertura che caratterizza il network e dare la possibilità a tutti di poter esprimersi liberamente sull’argomento, nella sezione “Open” potranno partecipare anche gruppi che non fanno propriamente parte del network.

IN PRATICA OGNI POLO O GRUPPO ADERENTE SI ORGANIZZERA’ IN PROPRIO E IL NETWORK PSYCORE FUNGERA’ DA OMBRELLO, STRUMENTO DI COORDINAMENTO E PROMOZIONE DELLE DIVERSE INIZIATIVE.

NON SONO AMMESSI CONTRIBUTI DI SINGOLI RELATORI COME NELLE PASSATE EDIZIONI.

 

SGPI22
 

PER PROPOSTE O PER COMUNICARE L’ADESIONE, VA COMPILATO IL MODULO A QUESTO LINK: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfRm9X9iSJNvy07SxF9jtqSBZAcPot_3OiQd7u3okBB-p43yw/viewform?vc=0&c=0&w=1&flr=0&pli=1

PER ULTERIORI DOMANDE O INFORMAZIONI, INVIARE ESCLUSIVAMENTE UN MESSAGGIO WhatsApp AL NUMERO 338-9077600

 

Rete Psy*Co*Re*

info@psycore.it

https://www.psycore.it/

 

[versione inglese]

San Francisco depenalizza uso e possesso personale degli enteogeni

Prosegue negli Stati Uniti il percorso di depenalizzazione per l’uso e il possesso personale di alcuni psichedelici a livello locale. E stavolta si tratta di una tappa importante, la città di San Francisco. Il Board of Supervisors ha appena approvato all’unanimità la risoluzione, firmata dai supervisori democratici Dean Preston e Hillary Ronen, in cui si stabilisce la priorità più bassa nell’attività di pubblica sicurezza per presunti reati connessi con enteogeni quali funghi psilocibinici, peyote e ayahuasca. In dettaglio, il testo finale prevede “che le risorse cittadine non vengano utilizzate per qualsiasi indagine, detenzione, arresto o procedura penale dovuta a presunte violazioni delle norme statali e federali concernenti l’uso di Piante Enteogene incluse nella Tabella I delle sostanze illecite a livello federale”.

La notizia non fa che confermare il riconoscimento pubblico dei benefici di questi psichedelici naturali nel trattamento di problemi di salute mentale come PTSD, depressione grave e ansia, in aumento soprattutto durante la recente pandemia. E rafforza il fronte anti-proibizionista in quest’ambito, dopo che nel maggio 2019 Denver era stata la prima città statunitense a depenalizzare i funghi contenenti psilocibina per uso personale.

Da allora il movimento di riforma ha conquistato altre vittorie locali (Ann Arbor, Oakland, Santa Cruz) e in concomitanza con le ultime elezioni presidenziali gli elettori dell’Oregon hanno approvato l’innovativa Measure 109 (56%), mentre nella capitale Washington D.C. è passata l’Initiative 81 (76%).  Nel gennaio dello scorso anno lo stesso aveva deciso il consiglio comunale di Somerville (Massachusetts), mentre recentemente è partita la raccolta firme per simili misure anche nella cittadina di Aspen, in Colorado.

La decisione degli amministratori di San Francisco poggia altresì sull’iter procedurale, avviato mesi fa nel parlamento californiano, per la legalizzazione sull’intero territorio statale del possesso ad uso personale, da parte di cittadini maggiorenni, di sette sostanze psichedeliche, tra cui Lsd, Mdma e psilocibina. Ciò grazie a un disegno di legge presentato dal senatore democratico Scott Wiener, ma messo nel cassetto meno di un mese fa e in attesa di rilanci futuri. E sempre in California, lo scorso marzo gli attivisti avevano annunciato il mancato raggiungimento delle firme necessarie per presentare un referendum a novembre 2022.

Tutta una serie di iniziative che, unitamente al ritorno d’interesse sia in senso socio-culturale che scientifico e impreditoriale per queste sostanze, hanno ampliato il dibattito pubblico e preparato il terreno per quest’ulteriore e importante decisione. La quale va ad aggiungersi ad analoghe normative allo studio di altri Stati e rafforza la probabile approvazione terapeutica, per chi è affetto da PTSD e simili disturbi mentali, relativa a Mdma e psilocibina a livello nazionale nel corso del prossimo anno. Non a caso il testo della risoluzione, redatto in collaborazione con gli attivisti di Decriminalize Nature San Francisco, impegna i responsabili cittadini a “istruire” le varie entità e lobbisti del settore a spingere per l’estensione della depenalizzazione dell’uso personale degli enteogeni nell’intera California e in ambito federale.

I tanti rilanci sui social media e sulle testate mainstream sottolineano l’importanza di quest’ennesimo successo normativo. E danno spazio alla dichiarazione del supervisore Dean Preston: “San Francisco si unisce al crescente elenco di città e contee che stanno considerando sotto una nuova luce questi medicinali a base vegetale, seguendo la scienza e i dati concreti, decidendo così di ridurre lo stigma sul loro uso e sulla coltivazione. Il voto unanime di oggi è un entusiasmante passo in avanti”.

(articolo apparso inizialmente su Fuoriluogo.it)

Workshop sull’estrazione dei fitocostituenti della kava

Kava Giovedì 28 luglio p.v. si terrà a Torino un workshop sull’estrazione dei fitocostituenti della kava (Piper methysticum) senza solventi forti, a cura del dott. Giuseppe Cazzetta, ideatore di Visione Curativa, sito-progetto specializzato in materie prime di origine naturale e centro d’informazione e documentazione scientifica. Luogo ed ora precisi del workshop verranno comunicati a breve.

Questo è il programma in dettaglio:
– Presentazione e generalità della kava
– Estrazione pratica della radice
– Osservazioni sulle qualità chimiche, farmacologiche ed organolettiche del preparato
– Confronto tra i partecipanti ed eventuali domande

Si potrà partecipare previo contributo libero etico e consapevole, oppure versando 5-10€ nel caso si volesse acquistare una tazza o mezza dell’estratto liquido ottenuto insieme. Nel secondo caso occorre prenotarsi tramite mail a visionecurativa@mail.com (basta fornire solo nome e cognome senza neccessità di pagare in anticipo). Qui ulteriori dettagli sulla kava.

Seguirà una breve presentazione (con dibattito) dell’antologia “Verso la maturità psichedelica“, raccolta selezionata di interventi dagli Stati Generali della Psichedelia in Italia 2019 e 2020, a cura della rete Psy*Co*Re (AnimaMundi, 2022).

FPT22: scienza e medicina psichedelica in Italia e in Europa

Realizzato grazie all’impegno volontario di alcuni collaboratori del network Psy*Co*Re, Frontiere PsicoTerapeutiche, alla sua seconda edizione a porte aperte, si è rivelato quest’anno un evento capace di far scaturire visioni e sguardi verso orizzonti solitamente non accessibili, a dimostrazione di una rete che intreccia professionalità ed interessi molteplici, coniugandoli in altrettanto eterogenei contesti di operatività e ricerca.

Molti i contributi dall’estero: dalla MIND Foundation di Berlino e dalla clinica tedesca OVID, ove viene svolto un servizio di psicoterapia assistita  con ketamina, ad orientamento cognitivo e basato sull’evidenza; dall’International Center for Ethnobotanical Education, Research, and Service (ICEERS) di Barcellona, che offre training e seminari di formazione per terapeuti,  facilitatori di processi nel vivo dell’esperienza psichedelica o nella sua integrazione; dal centro Takiwasi (ma non solo) in Perù, forte di un’esperienza trentennale nel trattamento di dipendenze croniche con il decotto di ayahuasca e altre medicine tradizionali indigene; dalla clinica PsyOn in Repubblica Ceca, in cui viene offerto un servizio di terapia con ketamina e si stanno avviando ricerche con uso di psilocibina; dalla vicina Svizzera in cui vengono attualmente condotti gruppi di terapia con utilizzo di MDMA ed LSD (su singoli casi autorizzati); dalla California, ove è possibile svolgere in cliniche, quali Ceremony Health, terapie individuali e di gruppo con l’utilizzo di composti psichedelici ed anche un contributo italiano, all’interno della MAPS, da cui emergono le possibili aperture per la ricerca  anche in Europa e in Italia.

Dalle tavole rotonde è emerso che la possibilità di una clinica psichedelica in Italia è ancora poco nitida e probabile, eppure, è comunque e ben possibile cominciare a ridurre il gap con gli altri Paesi che già lavorano ed investono in questo settore, per esempio muovendosi cauti ma determinati verso un paradigma di decriminalizzazione e depenalizzazione di queste sostanze, che permetterebbe intanto il riconoscimento del potenziale delle stesse (non solo di rischio) e l’avvio di una ricerca di matrice italiana.

Oppure per esempio riabilitando un discorso pubblico su queste tematiche, che sia fondato sulle evidenze scientifiche ma che sappia insieme far propri gli studi antropologici ed etnobotanici, filosofici e politici, letterari o di movimento underground che, finché la ricerca è stata bandita, han permesso che l’interesse intorno agli psichedelici non naufragasse nel periglioso mare di proibizione ed illegalità.

O ancora, informandosi e formandosi con altre tecniche che rimandano ad una più lucida consapevolezza circa lo spettro dei stati di coscienza (tecniche di respirazione olotropica, re-birth, meditazione, pratiche yogiche.. ) ma anche cominciando già da sé a costruire mappe che sappiano armonizzare l’interdisciplinarietà che connota questi temi nel nome di una rinnovata libertà cognitiva (cognitive freedom) e di un’affermazione al diritto di frequentare liberamente i propri stati di coscienza, in rinnovata armonia con un sistema ecologico ampio e fatto di nicchie ed ecosistemi che tra loro si relazionano.

A breve saranno disponibili (previo donazione), le video-registrazioni dei singoli interventi dell’evento, oltre a una raccolta dei materiali presentati (articoli, slide, video).

 

Frontiere PsicoTerapeutiche 2022: lo stato attuale della psicoterapia coadiuvata dagli psichedelici

FPT22Venerdì 10 e Sabato 11 giugno 2022 la rete Psy*Co*Re organizza Frontiere PsicoTerapeutiche 2022 (FPT22), in modalità ibrida a Torino e online, evento dedicato ad approfondire il tema della psicoterapia coadiuvata dall’uso di sostanze psichedeliche in Italia e in Europa.

Riprendendo e ampliando il formato ideato lo scorso anno, l’edizione 2022 prevede la partecipazione di 28 relatori italiani e internazionali, esperti dell’argomento: medici, terapeuti, ricercatori accademici e indipendenti offriranno le loro prospettive o illustreranno il loro modo di applicare queste terapie in stati dove l’uso delle sostanze psichedeliche in ambito clinico o sperimentale è ammessa. La maggior parte dei relatori inteerverrà online, ma la partecipazione dal vivo è particolarmente consigliata e finalizzata alla creazione di un network con base italiana che possa coordinarsi in futuro per risolvere l’anacronista mancanza di informazioni e di iniziative in loco.

L’obiettivo di fondo è quello di avviare una rete di professionisti in ambito sanitario e di aspiranti pazienti che possa ritrovarsi in una linea d’azione comune in grado di arricchire il panorama psicoterapeutico italiano, sia dal punto di vista clinico che della ricerca scientifica.

FPT22 intende quindi fornire le informazioni necessarie e aprire il dibattito per orientare domande quali:

– Esistono cliniche che offrono terapie assistite da psichedelici nel territorio europeo?
– Come avvengono in pratica? Quali gli approcci e le strategie applicate?
– Quali i percorsi di formazione attualmente disponibili per i professionisti?

Si tratta di questioni urgenti per operatori clinici e potenziali pazienti che riconoscono l’impotenza attuale della società di fronte all’avanzare della depressione (prima causa di disabilità a livello mondiale), delle dipendenze patologiche e di altre patologie come l’anoressia, sintomi del nostro periodo storico.

Ecco perché, considerato anche l’avvio di trial clinici in diversi stati Europei (per esempio a Dublino per la ketamina, a Berlino e Londra per la psilocibina) ci proponiamo con questo evento di affrontare criticamente lo stato dell’arte in Italia. Nello specifico  l’obiettivo pragmatico è quello di promuovere protocolli di ricerca e progetti di  psicoterapia con psichedelici per  favorire processi salutogenici, con uno sguardo particolare rivolto  al territorio italiano.

Nello specifico, FPT22 è un evento articolato in interventi frontali e tavole rotonde di discussione che si articola intorno a tre temi principali:

– LA PRATICA CLINICA DELLA TERAPIA ASSISTITA CON PSICHEDELICI;
– LO STATO DELL’ARTE DELLA RICERCA CLINICA PSICHEDELICA;
– LA FORMAZIONE PER LA TERAPIA ASSISTITA CON PSICHEDELICI.

Qui il programma completo (in italiano).

Qui la versione inglese del testo di cui sopra e qui il  programma completo in inglese.

PREZZO BIGLIETTO: 15 EURO A GIORNATA; 25 EURO PER LE DUE GIORNATE.

PER ISCRIZIONI, INFORMAZIONI E PAGAMENTI: +39 3460058154 — +39 3341134744

 

Livestreaming per MindBooks: “riflessioni psichedeliche”

Nell’ambito di MindBooks. L’editoria della mente e in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino 2022, stasera giovedì 19 maggio (ore 21) si terrà un incontro – trasmesso in livestreaming qui sotto – dedicato ad alcune “riflessioni psichedeliche“: presentazioni di novità editoriali, interviste con alcuni autori e a seguire il dibattito aperto.

The Mushroom Speaks: reti miceliali per salvare l’anima del mondo

Nel nuovo ventennio, il fungo è tornato a parlare? O forse non ha mai smesso di farlo, pur se a modo suo? Un dilemma-esperienza che trova un brillante rilancio in un nuovo documentario svizzero, centrato sul rapporto fra il genere umano e quelli che potrebbero essere, secondo Terence McKenna, i nostri principali alleati per sfuggire all’autodistruzione. È così che vengono presentati i funghi in questa interessante opera, che coniuga ricerca scientifica ed artistica, insieme a molto altro. The Mushroom Speaks si colloca sul filone inaugurato dal documentario Fantastic Fungi (2019) ed è ispirato al libro L’ordine Nascosto (2020) di Merlin Sheldrake, riagganciandosi anche sul grande schermo all’odierno revival psichedelico.

 

Non a caso la stessa autrice, Marion Neumann, mi racconta, all’esterno della sala cinematografica occupata di Parigi “La Clé”, che l’ispirazione del film è stata squisitamente psichedelica. Senza però limitarsi ai soli funghi del genere Psilocybe, il documentario espone svariate ricerche sul campo, fornendo una visione quanto più trasversale possibile della (meritata e necessaria) rivalutazione oggi in corso anche per il mondo fungino. Basti citare, per esempio, lo stimolante saggio The Mushroom at the End of the World (2021) dove l’antropologa Anna Tsing spiega fra l’altro come certi funghi possono aiutarci a sopravvivere all’antropocene, per esempio ripulendo i territori contaminati da radiazioni nocive e altro.

Utilizzare i poteri fungini per aiutare l’umanità è un’idea sposata e applicata con solerzia dagli adepti alla “micologia radicale”: ricercatori, il più delle volte indipendenti, che sulla scia di Merlin Sheldrake e Paul Stamets conducono indagini sperimentali approfondite per applicare i saperi della micologia all’ecologia, all’agricoltura sostenibile, alla medicina e persino all’edilizia. Anche Peter Mcoy, considerato uno dei maggiori esponenti della micologia radicale, è tra i protagonisti del film, esprimendo chiaramente i suoi ideali post-umanisti:  parla per conto dei funghi e  promuove un’idea di uomo-ecosistema (colonie di funghi proliferano anche all’interno e all’esterno del nostro stesso corpo) che si affaccia su un misterioso abisso.

Nel film si incontrano anche monaci zen, psichiatri, micologhe e moderne streghe o erbarie, profonde conoscitrici del mondo vegetale. Ma soprattutto si incontra il popolo-funghi, che dal micelio al frutto la fanno da protagonista assoluti. Si apprendono così gli affascinanti misteri del sottosuolo, composto da segrete alleanze fra minerali, micelio e vegetali; l’evidenza per cui sono i funghi a permettere alle piante di prolificare, dando inizio a un nuovo ecosistema e scambiandosi informazioni; e come grazie ai funghi la materia viene decomposta per tornare potenza attiva, a conferma del fatto che proprio un fungo è l’essere vivente più grande e antico sulla terra. Nè manca lo spazio per sottolineare il potenziale di certi funghi “magici” di alterare la coscienza, tanto da essere considerato un valido alleato anche per il direttore di un monastero zen.

Il documentario punta decisamente a “far parlare” i funghi, da cui la scelta di non accompagnare i protagonisti umani con le didascalie proprie di un documentario divulgativo. Una scelta stilistica dalle tinte psichedeliche e post-umane, che intende quindi decostruire ogni forma di arrogante antropocentrismo. È grazie a questo spirito ecologico che Marion Neumann, insieme ad una rete multidisciplinare di psicologi, cineasti, artisti e psiconauti, intende fondare un centro di riferimento per l’arte psichedelica contemporanea.

Nel suo complesso il documentario abbraccia e rilancia l’espressione coerente della scena psichedelica attuale, dove la corrispondenza fra etica ed estetica ha un ruolo centrale. Lo condivide con Descending The Mountain, altra fresca opera cinematografica svizzera, con prossima distribuzione online, di cui si può intanto gustare la deliziosa colonna sonora. Delicata esplorazione al bivio tra gli effetti dei funghi psilocibinici e la natura della coscienza in senso lato, questo film propone una sintesi del tutto originale, integrando le esperienze del ricercatore Franz Vollenweider e del maestro Zen Vanja Palmers. I quali compaiono anche in questo  The Mushroom Speaks, riuscendo a trasmettere il senso dell’esperienza mistico-psilocibinica espandendosi oltre i frattali e le fantasie kashmir per arrivare al cuore della mente scientifica e dell’occhio contemplatore (conquistandosi ampie lodi dalla comunità buddhista).

Che parlino o meno, l’universo fungino sembra dunque ispirare innovativi percorsi che integrano arte, letteratura, ricerca scientifica e spirituale. Un caleidoscopio che trova spazio anche in Italia, come rivela fra l’altro il primo numero della giovane rivista Axolotl (“Micelio”) o nel magazine indipendente siamomine, in cui viene presentata l’analogia fra la rete micorrizia ed il web. E, quel che più conta, quest’articolata rete di produzioni cultural-artistiche ci aiuta a riconoscere e stimolare nuove comprensioni dell’universo vivente, grazie anche alle rivelazioni di questi validi alleati.

Enteogeni: nuova collana editoriale di AnimaMundi

Ralph Metzner, Enteogeni per la rinascita spiritualeSulla scia del continuo interesse di testate mainstream internazionali, dalla Francia agli Stati Uniti, va espandendosi anche in Italia l’attenzione editoriale sui vari aspetti degli psichedelici. Proprio l’esplorazione di quest’ambito sarà al centro degli eventi serali in livestream previsti per MindBooks (14-18 ottobre 2021): progetto ideato e ospitato dal cccTO, curato da Psy*Co*Re in contemporanea al Salone del Libro di Torino. Interviste, presentazioni e interventi vari approfondiranno i contenuti della biblioteca psichedelica nostrana e di altri volumi di recente pubblicazione. Quadro che va ora arrichchendosi di nuova collana ad hoc proposta da AnimaMundi, editore indipendente di Otranto,

Pioniere e ricercatore nel campo della coscienza, Ralph Metzner, uno dei massimi esponenti del movimento psichedelico degli anni Sessanta, ne è rimasto una forza trainante durante i successivi decenni di discriminazione fino all’attuale rinascita. Esperto psicoterapeuta transpersonale, prolifico autore, alchimista, sciamano, guaritore, maestro spirituale e instancabile esploratore degli stati non ordinari di coscienza, Metzner ha aiutato migliaia di persone un po’ ovunque, dalle Americhe all’Europa, direttamente nel suo studio, ma anche attraverso libri e seminari.

Questo l’incipit firmato dal noto psichiatra ceco Stanislav Grof nell’introdurre il primo volume della collana: Enteogeni: alleati per la rinascita spirituale. Linee-guida per esperienze psichedeliche produttive e sicure. Si tratta della traduzione di un testo agile ma approfondito curato nel 2015 da Ralph Metzner (1936-2019), psicologo tedesco-statunitense già coinvolto nelle prime ricerche sul campo con Timothy Leary e Richard Alpert nonché psicoterapeuta e professore emerito presso il California Institute of Integral Studies di San Francisco.

Un testo che finalmente porta anche in Italia i suggerimenti e l’esperienze di questo importante ricercatore ed esploratore degli stati alterati di coscienza in senso lato, maturate in decenni di sessioni, eventi e workshop internazionali nonché in numerosi libri e saggi intorno alle sostanze enteogene. E che quindi rientra pienamente in questo progetto editoriale, con l’obiettivo di “svolgere un lavoro di cucitura del passato con il presente, collegando le voci e le esperienze dei pionieri con le testimonianze dei ricercatori odierni, di mettere in relazione la ricerca in corso in tante parti del mondo con quanto va accadendo in Italia”.

Non a caso nella stessa collana esce anche la riedizione di Funghetti: un classico della letteratura psichedelica nostrana, realizzato agli inizi degli anni ’90 da Giorgio Samorini con lo pseudonimo di Silvio Pagani. Mentre per fine anno è prevista la pubblicazione dell’antologia curata dalla nostra rete Psy*Co*Re che raccoglie interventi selezionati dalle edizioni 2019 e 2020 degli Stati Generali della Psichedelia in Italia. Stay tuned!

 

20/9: Magic Mushroom Day

Magic Mushroom Day 2021«Abbiamo scelto il 20 settembre (9/20 nella dicitura anglofona) perché segna l’inizio dell’autunno, quando i funghi crescono copiosi; perché cade alla vigila dell’equinozio invernale, indicando un cambio di direzione; e perché riecheggia il 4/20, celebrazione globale dei successi del movimento pro marijuana». Così Nicholas Reville, animatore a Providence, Rhode Island, della 920 Coalition spiegava la scelta di lanciare questa giornata dedicata specificamente ai funghi psilocibinici (Magic Mushroom Holiday).

Lanciata nel 2015, l’iniziativa non ha (ancora?) raggiunto una massa critica al di fuori degli Usa, dove va però affermandosi come una “giornata di informazione e d’azione” dedicata al grande pubblico, sull’onda della crescente presenza mainstream delle sostanze psichedeliche, e dei “funghetti” in particolare. Ben più che una semplice “celebrazione” dunque, come accaduto per l’ormai universale 4/20 sulla cannabis, appunto, e per il Bicycle Day del 19 aprile (1943), a ricordo della prima auto-sperimentazione consapevole dell’Lsd da parte del suo scopritore, il chimico svizzero Albert Hofmann.

Obiettivo generale è infatti quello di ampliare il la discussione collettiva e informare al meglio sui benefici della psilocibina, soprattutto in ambito psico-terapeutico, sull’estesa ricerca scientifica in corso, sul processo di depenalizzazione avviato in alcune situazioni nord-americane (a partire da Decriminalize Nature), sulle precauzioni e i rischi nell’uso personale per scopi vari, microdosi incluse, sull’impiego cerimoniale-tradizionale del Teonanácatl e su molti altri aspetti collegati.

Proprio oggi, per esempio, la Johns Hopkins University annuncia un ulteriore passo avanti sul fronte della ricerca: è stato appena approvato il sostegno finanziario della NIDA (National Institute on Drug Abuse) per uno studio sulla psilocibina per superare la dipendenza da tabacco. Come sottolinea lo stesso responsabile Matthew Johnson, «è la prima volta in oltre mezzo secolo che le autorità Usa sostengono direttamente un’indagine sul campo con un classico psichedelico». E i molti commenti positivi ribadiscono l’arrivo di una nuova era per la legittimazione di tali sostanze nell’ambito della ricerca scientifica ufficiale.

Non manca il tipico flusso continuo di tweet per l’occasione, mentre su Instagram la testata DoubleBind informa sulla ricorrenza e chiede: «Come pensate di onorare questa giornata? Fateci sapere». Seguono migliaia di “like” e decine di risposte di diverso tipo.

Psychedelics Today, centro di informazione e training, propone una sorta di “riffa” con decine libri, corsi e altro per saperne di tutto e di più sulla psilocibina, in aggiunta a un podcast con vari ospiti, inclusa Michelle Janikian, giornalista ed autrice dell’ottima guida Your Psilocybin Mushroom Companion (2019).

È poi in corso (online) la quattro giorni del Third Annual Psilocybin Summit, con decine di relatori (da esperti micologi a curanderi, da Vandana Shiva a Dennis McKenna) di ogni parte del globo ad approfondire e condividere le conoscenze su coltivazione, ecodelia, tradizione, tripsitting e altro.

Ancora, oggi e domani il Chacruna Institute coordina l’International Psilocybin Symposium (online e gratuito, in inglese e spagnolo) che raccoglie ricercatori, accademici, leader indigeni, attivisti e altri soggetti coinvolti, per discutere le prospettive attuali e le problematiche di questo movimento globale.

Infine, ieri all’Università di Ann Arbour, in Michigan, migliaia di persone hanno dato vita allo Shroom Festival nel primo anniversario della normativa locale che dichiarava uso, coltivazione e distribuzione di piante e funghi enteogeni  “ultima priorità delle autorità repressive” – di fatto, la depenalizzazione a livello personale.

Tutta una serie di risorse e iniziative mirate a “celebrare” l’odierno Magic Mushroom Day come un’ulteriore occasione per documentarsi e coinvolgersi lungo il percorso collettivo verso la maturità psichedelica. Dove non mancano spazi e opportunità  anche per la ricerca italiana: qualche mese fa è stato approvato uno studio con la psilocibina sintetica all’università Roma Tre per la sindrome dello spettro autistico – per conto di Nova Mentis, azienda canadese di biotecnologia specializzata in medicina psichedelica.

 

 

 

Depenalizzazione cannabis: referendum e proposta di legge

ReferendumCannabis.itQualcosa si muove e stavolta sembra con forza anche in Italia. A pochi giorni l’una dall’altra sono partite la raccolta delle firme (online) per chiedere la consultazione referendaria sulla depenalizzazione della coltivazione casalinga della cannabis e una proposta di legge parlamentare.

Il quesito referendario chiede di intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia su quello delle sanzioni amministrative rispetto all’uso personale. Occorre raggiungere 500.000 firme  entro il 30 settembre: ad oggi ne sono state raggiunte 220.000 (in 48 ore).

L’iniziativa si aggiunge alla recente approvazione, presso la commissione Giustizia della Camera, del testo unificato che introduce analoghe depenalizzazioni, pur se l’iter per la discussione in aula di una tale proposta di legge è ancora lungo.

Passi questi che rientrano nel contesto più ampio, anzi potremmo dire globale, che vuole porre  fine alla Guerra alla droga lanciata mezzo secolo fa (dagli Usa al resto del mondo), ribadendo la necessità di pianificare gli scenari successivi, cioè la Peace On Drugs. Entrambe le iniziative puntano a rimuovere lo stigma sociale e la criminalizzazione di chi fa uso di sostanze illegali – augurandoci che ciò funga da apripista anche per gli psichedelici che sono al centro della nostra rete Psy*Co*Re. Un  progetto che non si occupa  strettamente di questioni politiche, ma vuole stimolare la circolazione della conoscenza, le attività di studio e di ricerca e la mediazione istituzionale intorno a queste piante e sostanze, come specificato nel nostro Manifesto.

Ambito cui ovviamente rientra  la legalizzazione delle “droghe”, enteogeni inclusi: passaggio obbligato per ampliare, appunto, la ricerca scientifica e terapeutica; per informare correttamente su pregi, difetti e limiti delle varie sostanze; per sviluppare spazi culturali collaborativi e condivisi; per tenere d’occhio la corsa all’oro medico-psichedelico e molto altro.

D’altronde la fine del proibizionismo appare in piena sintonia con il mutato clima culturale (ancora una volta, a partire dagli Usa) e con la volontà dei cittadini, puntellata da prestigiose testate scientifiche e da vari movimenti politici.  Come spiega anche Michael Pollan nel suo ultimo libro: “Le elezioni [in Usa] del 2020 hanno fornito numerose prove del fatto che gli elettori hanno superato i politici nel riconoscere sia i fallimenti della War On Drugs sia il potenziale di alcune sostanze illecite come potenti strumenti di guarigione”.

Non a caso lo stesso movimento psichedelico ha registrato diversi successi: nel maggio 2019 Denver fece storia  diventando la prima città a depenalizzare i funghi contenenti psilocibina per uso personale. Evento seguito da altre formali decisioni locali (Ann Arbor, Oakland, Santa Cruz, Somerville) mirate a depenalizzare il possesso e l’uso personale delle ‘piante enteogene’, inclusive di funghi psilocibinici, peyote, ibogaina. Nel giugno scorso il Senato californiano ha approvato un’analoga proposta di legge, la prima a livello statale: pur se ora congelata a causa della chiusura dell’attuale sessione legislativa, verrà ripresentata con maggior forza e consenso alla prossima di gennaio 2022.  E gli attivisti giurano che nel 2024 si arriverà a depenalizzare tutte le “droghe” in Stati quali California, Colorado e Washington.

Si tratta di una serie di passi cruciali per una riforma sulle politiche in tema di “droghe” a livello federale, così da “liberare” quelle incluse nella lucchettata Tabella I del Controlled Substances Act voluto da Richard Nixon nel 1971. Un percorso che non può non estendersi ad altri Paesi e sostanze, inclusa l’Italia e la cannabis.