Lettera-appello contro l’attuale demonizzazione e repressione delle pratiche legate all’ayahuasca

La primavera scorsa il governo italiano aveva inaspettatamente applicato una manovra repressiva sull’ayahuasca, “tabellizzando” le due piante da cui ne vengono estratti i principi attivi (armalina, armina e DMT), Banisteriopsis caapi e Psychotria viridis. Tra le immediate e prevedibili conseguenze nefaste, il Santo Daime Italia (ICEFLU, Chiesa Italiana del Culto Eclettico della Fluente Luce Universale)  si è visto costretto a sospendere le loro pratiche religiose, spiegando fra l’altro: “Quindi sono centinaia le persone che, abituate tutti i mesi e tutte le settimane a partecipare alle loro pratiche religiose, non possono più esercitare la loro libertà di culto. Questo, da un altro punto di vista, è sicuramente una cosa grave, che crea un danno che non ha prezzo, inestimabile.”

Il Santo Daime Italia è attivo da oltre 30 anni, coinvolge centinaia di persone e nelle cerimonie non si sono mai verificati problemi di nessun tipo, né di salute né di ordine pubblico. E le chiese del Santo Daime nel mondo hanno delle deroghe alla legge sugli stupefacenti per uso rituale in un contesto controllato religioso in Paesi come Brasile, Perù, Stati Uniti e Canada.

Oggi nelle ceremonie del Santo Daime Italia si beve acqua anziché ayahuasca, affidandosi al Grande Spirito per il buon esito della vicenda, replicando così quanto avvenne negli Stati Uniti nel corso della battaglia legislativa intrapresa dalla União do Vegetal.

Nonostante gli appelli alle autorità e ai giudici nostrani, da  allora non si sono avuti aggiornamenti di alcun tipo. Nessun riscontro neppure alla nostra lettera aperta, indirizzata nel maggio scorso all’allora Ministro della Salute Roberto Speranza, in cui si diceva fra l’altro: «i numerosi professionisti, ricercatori ed esperti della materia coinvolti a vario titolo nella rete Psy*Co*Re si dichiarano interessati e disponibili a condividere – in qualità di consulenti interdisciplinari – il patrimonio di conoscenze raccolte in questi anni allo scopo di avviare un dialogo costruttivo e collaborativo sulla normativa in questione e, più in generale, sulle future politiche in tema di “droghe”».

Da notare che il giro di vite italiano ripropone analoghe restrizioni applicate da qualche anno in Francia, mentre recentemente anche in Spagna si sono verificate uscite sensazionalista e demonizzatrici dello stesso tenore. Sembra insomma che il quadro europeo si stia rapidamente muovendo verso la criminalizzazione dell’ayahuasca e di chi ne fa uso a vario titolo,  nonostante i molteplici e positivi sviluppi scientifici su questa e altre sostanze psichedeliche, oltre che in opposizione alla scena latino-americana dove questi rituali e pratiche restano al centro delle culture indigene (ma non solo).

In aggiunta all’ovvia libertà di religione, occorre ribadire che a livello globale l’odierno approccio culturale-scientifico è sempre più indirizzato ad armonizzare l’interdisciplinarietà, ben al di là del solo ambito psichedelico, nel nome di una rinnovata libertà cognitiva e dell’affermazione al diritto di frequentare ed esplorare liberamente i propri stati di coscienza, in rinnovata armonia con un sistema ecologico diversificato, ampio e fatto di nicchie ed ecosistemi in continua simbiosi e inter-relazione reciproca.

Non a caso il Chacruna Institute di San Francisco ha appena diffuso un’ampia lettera-appello che fa seguito ai problemi emersi in Spagna, per sensibilizzare l’opinione pubblica su queste dannose svolte repressive e disinformative, per affermare la solidarietà globale con gruppi e utenti spagnoli, e per sollecitare le autorità a rispettare la libertà di chi usa l’ayahuasca nei rituali religiosi. È anche possibile sottoscrivere direttamente la lettera-appello, di cui riportamo qui di seguito alcuni stralci tradotti (in cui si cita anche l’attuale situazione italiana).

«….Tra le ripercussioni negative c’è il caso di un utente di YouTube che si è infiltrato per nove mesi in un gruppo del Santo Daime in Spagna, utilizzando una telecamera nascosta per filmare cerimonie private senza autorizzazione. Costui ne ha poi pubblicato un video molto sensazionalista e autopromozionale, che ha raccolto quasi 600.000 visualizzazioni. Ha anche sporto denuncia per tentato rapimento dopo essere stato scoperto da uno dei membri del Santo Daime. Da allora, è stato invitato in diversi programmi televisivi, dove ha accusato il Santo Daime di essere una setta pericolosa che fa il lavaggio del cervello e fornisce sostanze illecite senza alcuna precauzione sanitaria o di altro tipo. Oltre alle ripercussioni del caso, la percezione pubblica dell’ayahuasca è progressivamente peggiorata, poiché poco dopo sono avvenuti raid e arresti di membri di due gruppi neosciamanici. (…)

L’emergere dell’ayahuasca come problema di salute e sicurezza pubblica, tuttavia, non si limita al caso della Spagna. Nel marzo 2022, il Ministero della Salute italiano ha emesso un decreto che vieta l’ayahuasca e le sue piante componenti, nonché i suoi costituenti attivi. La decisione del governo italiano ha colto di sorpresa i membri del Santo Daime nel paese, costringendoli a tenere le loro cerimonie bevendo acqua invece che ayahuasca come forma di protesta, come ha fatto l’União do Vegetal negli Stati Uniti durante il loro caso giudiziario. (…)

L’Italia ha seguito un approccio simile alla Francia. Nel 2005, appena tre mesi dopo l’assoluzione di un gruppo del Santo Daime a Parigi, accusato di consumo e traffico di sostanze illecite, il governo francese, attraverso il Ministero della Salute, ha vietato l’ayahuasca e le piante utilizzate per la sua produzione. Nel 2019 il leader dello stesso gruppo del Santo Daime assolto nel 2005 è stato nuovamente arrestato, e poi rilasciato su cauzione dopo essere stato detenuto per quattro giorni. Attualmente è in attesa del processo e potrebbe essere condannato a diversi anni di carcere. (…)

Stante questo scenario di arresti, procedimenti giudiziari, denunce sensazionalistiche e diffusione di paure, diffidenze e disinformazione, è necessario affrontare l’argomento in modo attento, lasciando da parte pregiudizi e preconcetti. È fondamentale in un momento come questo analizzare le conoscenze accumulate sul tema dell’uso religioso dell’ayahuasca, nonché comprendere i contesti in cui la regolamentazione della bevanda è avvenuta con successo, creando modelli di politica pubblica che possono essere studiati e adottati in altri contesti socioculturali. (…)

Il pregiudizio proibizionista legato allo stigma nei confronti di gruppi che usano l’ayahuasca, dipinti come “sette pericolose” dai mass-media anche dalle autorità pubbliche, serve solo a oscurare ed criminalizzare le minoranze religiose e le popolazioni tradizionali. (…) La regolamentazione dell’ayahuasca, e il riconoscimento dei gruppi che ne fanno uso, è un risultato non solo desiderabile ma necessario».

Etnobotanica 14: Mandragora, magia e farmacologia

MandragoraMITO E STORIA

Il nome Mandragora deriva dal greco antico μανδραγόρας forse derivato dal persiano merdum gija, “pianta umana”, in riferimento alla forma antropomorfa. È una della più antiche e famose “piante magiche” del mondo, e nei miti delle varie culture svolge un ruolo ambivalente tra il benefico e il malefico.

Le illustrazioni dei fiori di loto (Nymphea sp.) ritrovate negli affreschi e nei papiri delle tombe in Egitto spesso comprendono anche immagini di mandragola, per esempio la tomba di Tutankhamon era raffigurato un faraone con due mandragore e una Nymphea in mano [1].
Il botanico e biologo americano William Emboden ha ipotizzato che che fossero utilizzati per indurre una trance sciamanica e nei rituali di cura [2].

Nel Medioevo si pensava che la morte stessa piantasse questa pianta e che prosperasse vicino alle forche dei supplizi dove si nutriva di sangue e dolore. Documenti dell’epoca riportano che nascesse dall’urina di un uomo ingiustamente impiccato per furto. Si credeva che portasse fortuna e prosperità ma potesse anche indurre alla follia se maneggiata in maniera impropria: veniva venduta come un amuleto molto prezioso ma era anche associata alla stregoneria e alle disgrazie [3].

Presso gli Anglosassoni aveva poteri magici contro le presenze demoniache e il suo odore le ripugnava, anche Apuleio nel suo Herbarium parla della possibilità di usarla negli esorcismi.

Il primo a menzionare una cerimonia d’estrazione specifica per questa pianta fu Teofrasto nella sua Historia plantarum: bisognava fare tre cerchi con una spada intorno alla mandragola, quindi si doveva scavare rivolti verso l’Ovest. Un altra persona nel frattempo doveva danzare in circolo e pronunciare delle formule afrodisiache.

Leggi tutto

SGPI22: Sezione MindBooks, i libri della mente

Per ulteriori approfondimenti, ecco un elenco di libri o pubblicazioni curati da alcuni relatori, seguiti dai rispettivi consigli di letture selezionate (con alcuni commenti).

– Alessandro Novazio

* Maturità psichedelica, Antologia interventi SGPI 19/20. Anima Mundi 2021 (co-curatore)

Libri consigliati:

* Norman Zinberg, Droga,set e setting – Le basi del consumo controllato di sostanze psicoattive. Edizioni gruppo Abele (2020)

Un pilastro della letteratura scientifica sull’uso controllato delle droghe, divenuto testo di studio per tutti i professionisti del settore. Il volume italiano è accompagnato dall’introduzione di Grazia Zuffa e dalla postfazione di Stefano Vecchio e Susanna Ronconi.

* Leonardo Montecchi, Officine della dissociazione, Pitagora 2000

* Sergio Ricossa, La fine dell’economia. Saggio sulla perfezione, Sugarco Edizioni 1986, ristampato da Rubbettino editore 2006

Un irriverente quanto divertente ritratto dell’economia vista come scienza dell’imperfezione. Un libro per tutti: sia per chi di economia capisce poco e vorrebbe capirne un po’ di più, senza per questo però doversi sorbire noiosi trattati, sia per coloro i quali hanno fatto dell’economia un’infrangibile fede.

* Fulvio Gosso, Per una scienza degli stati di coscienza, Altravista 2013

Il tema della coscienza analizzato e sviscerato nelle sue variazioni, nelle sue concezioni storiche e nelle sue definizioni prende spunto dalla consapevole necessità di costituire una nuova disciplina scientifica dedita allo studio degli stati di coscienza. Dalle definizioni empiriche e strutturali alle questioni epistemologiche, dall’analisi bibliografica dei principali autori contemporanei e della letteratura di genere alla definizione psicologica, culturale e sociale del concetto di coscienza, l’autore ci offre un saggio coinvolgente ed affascinante che trascina il lettore grazie al tono incalzante della sua indagine.

* Michael Pollan, Come cambiare la tua mente, Adephi 2019

– Carolina Camurati

Libri consigliati:

* Huxley, Aldous. Moksha. Scritti sulla psichedelia e sull’esperienza della visione. Mondadori, 2018

* Coppo Piero, Girelli Stefania. Schiudere soglie. Vie per la salute e la conoscenza. Colibrì edizioni, 2017

* Leonzio Ugo. Il volo magico. Storia generale delle droghe. 1969

* Leary Timothy. Il grande sacerdote. La bibbia della rivoluzione psichedelica. 1968

* McKenna Terence. Vere allucinazioni. Shake edizioni, 1989

Leggi tutto

Video-registrazioni di SGPI22

La quarta edizione degli Stati Generali della Psichedelia in Italia (SGPI2022) si è conclusa. Per seguire le videoregistrazioni integrali delle due giornate, occore compilare questo modulo online e sarà comunque gradito un contributo libero, etico e consapevole.

Con un contributo minimo di 30€ si riceverà gratuitamente anche una copia dell’antologia “Verso la maturità psichedelica”, raccolta di interventi dalle edizioni 2019 e 2020 degli SGPI.

In tal modo si avrà accesso al relativo gruppo privato su Facebook contenente i video, dove si potrà anche partecipare alle successive conversazioni con i relatori e gli ospiti dell’evento. E grazie mille!

Programma degli Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22)

SGPI22 Come già annunciato, la quarta edizione degli Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22), si svolgerà il 16 e 17 dicembre p.v. in livestreaming online (le video-registrazionei saranno disponibili tramite questo gruppo privato su Facebook, previo accredito come specificato sotto).

Gli SGPI22 sono indetti dal CCCTo (Centro Cultura Contemporanea Torino) e prevedono diversi interventi e iniziative esterne organizzate autonomamente da alcuni partner del network ma anche da gruppi indipendenti. Qui di seguito il programma complessivo: La prima parte riguarda soprattutto strutture e attività del network mentre la seconda parte propone contributi dei poli del network e dei gruppi indipendenti.

L’accesso alle sessioni è libero previo accredito (occorre compilare questo modulo online) e sarà comunque gradito un contributo libero, etico e consapevole. Con un contributo minimo di 30€ si riceverà gratuitamente anche una copia dell’antologia “Verso la maturità psichedelica”, raccolta di interventi dalle edizioni 2019 e 2020 degli SGPI.

Il target dell’evento riguarda prevalentemente per gli addetti ai lavori — psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, medici, farmacologi , farmacisti, anestesisti, counselor, editori, scrittori, etnobotanici, consulenti aziendali, artisti, filosofi, antropologi, ecc., uditori qualificati variamente interessati ed eventualmente studenti delle varie discipline — ma resta aperto anche a chiunque sia interessato all’argomento — prevedendo anche interventi accessibili a un pubblico più generalista. (Qui maggiori dettagli).

Questo di seguito è il programma definitivo, mentre qui c’è una versione più estesa con altre informazioni sui temi, relatori ed eventuali aggiornamenti in tempo reale.

VENERDI’ 16 DICEMBRE 2022

ore 14-14.45: Apertura lavori e commento situazione generale del network.
Alessandro Novazio (ideatore e co-fondatore rete Psy*Co*Re, direttore CCCTo, co-fondatore MeshRooms (PCT consulting) e Agostino Formichella, editore di Eco dai Palazzi, co-fondatore MeshRooms (PCT consulting) [PCT=Psychedelic Consciousness Technology]

14.45 – 15.30: Maturità psichedelica, gettare ponti, libertà cognitiva (Alessandro Novazio)

15.30 – 16.00: Relazione annuale sullo stato della filiera PCT (Agostino Formichella)

16.00 – 16.30: Break

Focus EDT (editoria)

16.30 – 17.00 Panoramica italiana del settore editoriale/informativo

17 – 17.45: MindBooks: L’editoria della mente – Novità editoriali e bibliografia ragionata minima suggerita dai relatori intervenuti agli SGPI22

Focus IO –  Osservatorio Internazionale

17.45 – 18.15: Aggiornamento sullo scenario internazionale (Bernardo Parrella)

18.15 – 18:30 Break

Focus gruppo  FPT  (Frontiere PsicoTerapeutiche)

18.30 – 19.30 Psichedelici in psichiatria?  Pierluigi Lattuada, Leonardo Montecchi e Riccardo Zerbetto – modera Carolina Camurati

19.30 Chiusura lavori

– Serale dopo cena:

Collegamento esterno di 30 minuti con intervento via canale e-TV  “Facciamo finta che” , a cura del gruppo indipendente blogger Lamberti

SABATO 17 DICEMBRE 2022 (Contributi dei partner e dei gruppi indipendenti)

10.30: Inizio lavori

– Facciamo il punto su:

10.35 -10.45: Bocciatura referendum cannabis/ lettera aperta all’ex ministro Speranza  (Alessandro Novazio)

10.45 -11.15: Normativa “anti rave” (Roberto Landolfi)

11.15 – 11.45: Tabellazione ayahuasca (Katya Saro)

11.45 – 12.15: IT/ PCR  La ricerca  in Italia (Serrao) [PCR=Psychedelic Consciousness Research]

12.15 – 12.30 – 15 minuti – AMR, Amanita Muscaria Research (Gianluca Toro e Alessandro Novazio)

12.30-13.00:  Contributo gruppo indipendente Ophidian Pharmakon: Sperimentazioni sui possibili effetti medicinali dell’Amanita Muscaria

13.00-14.30:  Pausa pranzo

14.30: Apertura lavori pomeridiani

14.35 -15.00: Contributo polo partner Istituto di Biosonologia (Domenico Sciajno)

Spazio Ospiti

15.00 – 15.45: Verso un’architettura psichedelica (Claudio Catalano)

15.45-16.30: Essere “padroni” di sé stessi: Dialogo sul concetto di Libertà Cognitiva (Marco Mazzocca)

16.30-16.45: Break

16.45-17.30: Due nonni psichedelici: Ernst Jünger e Albert Hofmann (“DIO” alias Alessandro Paolucci)

17.30-18.30: Tavola rotonda: Situazione dell’informazione e della comunicazione su temi “psichedelici” in Italia (G. Cazzetta, E. Bosio, A. Novazio, modera A. Formichella)

18.30-19.00: Contributo Gruppo Ricerca  SNOC (Leonardo Montecchi / Annalisa Valeri)

19.00 Sintesi e chiusura dei lavori

– Altri eventi programmati nei giorni 16 e 17 dicembre senza livestreaming online:

Contributo gruppo indipendente  Transpersonal-training, Respirazione Olotropica Italia, Francia, Svizzera. Formazione.  Mario Lorenzetti

Contributo gruppo indipendente la Grotta del “Non so”

Meditazione di gruppo – Ci troviamo nel presente dando priorità al NON SÒ. Diamo spazio al percepire l’ignoto – Psichedelia e meditazione

Sintalica Bioscience e Università di Messina avviano studi sulla psilocibina

Sintalica Bioscience, azienda canadese che studia gli psichedelici per il trattamento dei disordini neuro-infiammatori,  ha avviato una partnership esclusiva con l’Università di Messina per avviare le ricerche in questa sede. Sta per essere formalizzata l’autorizzazione da parte del Ministro della Sanità per un programma finalizzato a indagare le proprietà terapeutiche di psilocibina, psilocina e altre triptamine  in particolare per il trattamento del dolore neuropatico cronico indotto da lesione del midollo spinale, la fibromialgia e l’infiammazione.

L’autorizzazione riguarda sintesi e studio di psilocibina, psilocina e altre triptamine, coltivazione di funghi psilocibinici ed estrazione delle triptamine, test per stabilire sicurezza ed efficacia delle suddette sostanze — le quali rientrano nella Tabella I del testo unico sulle droghe, quindi restano illecite per qualsiasi uso.

Si tratta di una procedura (e autorizzazione) unica in Europa per consentire a Sintalica di portare avanti il percorso di ricerca e sviluppo in ambito clinico presso il laboratorio e le strutture dell’Università di Messina.

L’iniziativa conferma che anche in Italia il “dado è tratto” rispetto alla ricerca sugli psichedelici, pur se emerge evidente la mancanza di imprenditoria italiana e di un vero e proprio interesse nostrano, pur a fronte di ricercatori validi e di costi complessivamente rispetto alle controparti europee.

Lo studio Sintalica Bioscience va ad aggiungersi ad un progetto avviato presso l’Università di Roma 3 la scorsa primavera, quando venne approvato l’invio di psilocibina sintetica per lo studio della sindrome dello spettro autistico (Autistic Spectrum Disorder, ASD: caratterizzata da ridotte abilità relazionali e sociali, da comportamenti ripetitivi, stereotipie e una serie di sintomi secondari quali ansia, deficit cognitivi e disturbi dell’umore) in una ricerca condotta su animali da laboratorio e coordinata da  Nova Mentis, azienda canadese di biotecnologia specializzata in medicina psichedelica.

Da ricordare, sul fronte opposto, anche lo studio partito nell’aprile scorso con diversi ricercatori italiani che prevede anche l’impiego dell’LSD su cavie per verificarne le reazioni senso-motorie, primo passo per studiarne le potenzialità rispetto alla guida sotto l’influenza di droghe. Tra questi c’è il Prof. Giovanni Serpelloni, neuroscienziato, nonché ex reponsabile, dal 2008 al 2014 per volere di Carlo Giovanardi, del Dipartimento politiche antidroga della presidenza del consiglio dei ministri e deciso promotore del “NO alla droga”, come conferma in questa recente intervista.

Infine da citare lo studio, pubblicato su Neuropsychopharmacology lo scorso marzo, che ha come primo autore Danilo De Gregorio dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano e coordinato da Gabriella Gobbi del Dipartimento di Psichiatria della McGill University di Montreal, sui meccanismi neurobiologici attraverso i quali L’LSD potrebbe aiutare ad alleviare i disturbi d’ansia.

È stato verificato che micro-dosi della sostanza ripetute nel tempo porterebbero a una riduzione degli stati ansiosi causati dallo stress, inoltre, la riduzione dei sintomi dell’ansia segue percorsi neurobiologici simili agli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, cioè quelli di alcune classi di antidepressivi e ansiolitici.

Si tratta quindi di segnali importanti sul fronte della ricerca in Italia, ancor più se propedeutici per qualche progetto veramente etico e tutto nostrano, nel contesto dell’ormai consolidato ritorno d’interesse per la scienza e la medicina psichedelica a livello globale.

AMANITA MUSCARIA. Simboli, tradizioni, iconografia

Amanita Muscaria (Gianluca Toro)Appena pubblicato presso Nautilus Autoproduzioni l’ultimo lavoro di Gianluca Toro (chimico di professione in campo ambientale): AMANITA MUSCARIA. Simboli, tradizioni, iconografia (Pagine 296, Euro 18).

Tra le specie psicoattive l’Amanita muscaria  è sicuramente la piú rappresentativa per l’aspetto esteriore e per l’antica e persistente tradizione legata al suo uso in diverse popolazioni di origine siberiane, ariane e del Nuovo Mondo.

In Europa, Greci, Etruschi, Unni, Celti e berserker – gli antichi guerrieri scandinavi – potrebbero avere conosciuto le proprietà del fungo. Probabilmente nella stregoneria europea l’Amanita muscaria è stata un ingrediente in diverse preparazioni, anche alchemiche. Nella cultura popolare è presente nelle fiabe di diversi paesi, associata a fate, elfi, folletti e gnomi; è stata usata (e si usa tuttora) come insetticida, alimento e farmaco anche omeopatico.

Recentemente la ricerca farmacologica si è focalizzata sul muscimolo, i suoi analoghi, e su altri composti presenti nel fungo che potrebbero trovare applicazione microterapiche in dverse patologie.
Oltre che seguire le tracce – anche iconografiche – lasciate dalle popolazioni che sono venute in contatto con questo fungo, l’analisi degli aspetti chimici permetterà di comprendere e giustificare le diverse applicazioni sviluppate dall’uomo dalla preistoria fino ai giorni nostri.

Maggiori dettagli e ordinazioni sul sito di Nautilus Autoproduzioni.

Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22)

SGPI22Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22), Torino, 16/17 dicembre 2022

[versione inglese]

Evento multidisciplinare promosso da CCCT (Centro di Cultura Contemporanea di Torino) e SPI (Società Psichedelica Italiana), in collaborazione con la rete Psy*Co*Re (Multidisciplinary Italian Network for PSYchedelic and COnsciousness REsearch).

Fondato nel maggio 2019, Psy*Co*Re riunisce tutte quelle realtà che si occupano – a vario titolo e con diversi approcci – di “stati altri di coscienza” dell’essere umano, e che si riconoscono in una visione aperta e inclusiva, sussidiaria e votata alla parresìa, con un’attenzione particolare alle finalità di promozione della salute e degli aspetti etici che ne conseguono.

L’obiettivo di fondo è quello di ampliare e approfondire ulteriormente il tema “psichedelia”, a partire dal suo etimo, nelle sue varie sfaccettature e dimensioni, a fronte della continua crescita d’interesse per la ricerca scientifica, le applicazioni terapeutiche e auspicabile nuovo paradigma culturale. Un quadro ben distante da un certo stigma controculturale del passato e dall’anacronistico proibizionismo che pur tuttavia colpisce ancora gli enteogeni.

Il filo conduttore di SGPI22 sarà quello di CREARE PONTI, connesso a quello della MATURITA’ PSICHEDELICA avviato nella scorsa edizione. Senza trascurare le urgenze globali interconnesse che ci mettono di fronte alla necessità di ripensare il sistema ecosociale aprendo al concetto di LIBERTA’ COGNITIVA tramite una rinnovata consapevolezza e una più diffusa sensibilità.

In questa quarta edizione gli SGPI tornano in presenza, pur sempre in aggiunta alla modalità online, per favorire la partecipazione del maggior numero di soggetti e realtà possibili onde promuovere e far emergere la rete nazionale e internazionale che ruota intorno alla psichedelia e agli stati di coscienza ALTRI in ogni loro forma, modalità ed espressione. Oltre a dare spazio alla scena italiana, non mancheranno i rilanci sul quadro internazionale nell’ambito del nuovo formato adottato quest’anno, basato una formula più fluida e meno centralizzata.

Un particolare focus sarà dedicato ad attività e produzioni rivolta al pubblico italiano più ampio e non più solo limitato agli addetti ai lavori come nelle scorse edizioni, oltre a delineare le iniziative sviluppate in collaborazione con soggetti e realtà internazionali. Si cercherà dunque di far emergere la rete diffusa delle realtà culturali che promuovono con vigore i diversi linguaggi della psichedelia italiana e della “scienza della coscienza” presente sul territorio nazionale e internazionale.

La partecipazione avviene su invito e tramite “open call” (vedi link in fondo), rivolgendosi a enti di ricerca, università, istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria, associazioni riconosciute o di fatto, gruppi spontanei aggregati per l’occasione, aziende, soggetti e realtà indipendenti.

Gli SGPI22 sono indetti dal CCCT. I poli del network saranno liberi di organizzarsi in proprio, a livello territoriale e tematico con organizzazione, piattaforma logistica propria, una propria lista di invitati e partecipanti (con l’unica limitazione della scelta delle date del 16 e del 17 dicembre 2022). Come in passato, si potranno proporre anche eventi “off” al di fuori delle date di dicembre indicate. I relatori indipendenti interessati a partecipare potranno scegliere liberamente il polo del network a cui aggregarsi o il gruppo esterno a proprio piacimento. Appena possibile verrà pubblicata la lista dei poli attivi e dei gruppi esterni. Si potrà inoltre presentare la candidatura per la creazione di nuovi poli.

Ovviamente i poli devono riconoscersi nelle linee-guida del manifesto di Psy*Co*Re che vi invitiamo nuovamente a consultare (https://www.psycore.it/manifesto-psycore/). Per confermare e ribadire l’apertura che caratterizza il network e dare la possibilità a tutti di poter esprimersi liberamente sull’argomento, nella sezione “Open” potranno partecipare anche gruppi che non fanno propriamente parte del network.

IN PRATICA OGNI POLO O GRUPPO ADERENTE SI ORGANIZZERA’ IN PROPRIO E IL NETWORK PSYCORE FUNGERA’ DA OMBRELLO, STRUMENTO DI COORDINAMENTO E PROMOZIONE DELLE DIVERSE INIZIATIVE.

NON SONO AMMESSI CONTRIBUTI DI SINGOLI RELATORI COME NELLE PASSATE EDIZIONI.

 

SGPI22
 

PER PROPOSTE O PER COMUNICARE L’ADESIONE, VA COMPILATO IL MODULO A QUESTO LINK: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfRm9X9iSJNvy07SxF9jtqSBZAcPot_3OiQd7u3okBB-p43yw/viewform?vc=0&c=0&w=1&flr=0&pli=1

PER ULTERIORI DOMANDE O INFORMAZIONI, INVIARE ESCLUSIVAMENTE UN MESSAGGIO WhatsApp AL NUMERO 338-9077600

 

Rete Psy*Co*Re*

info@psycore.it

https://www.psycore.it/

 

[versione inglese]

Amanita muscaria: il fungo che cura

Amanita muscaria, il fungo che curaIn uscita l’ultimo saggio di Gianluca Toro, chimico in campo ambientale, per i tipi di Yume: uno studio approfondito sull’utilizzo medico dell’Amanita muscaria nel settecento basato su due testi dell’epoca.

L’Amanita muscaria è nota principalmente come specie psicoattiva con uso tradizionale e moderno sia passato che attuale, i cui effetti sono da attribuirsi sostanzialmente all’acido ibotenico e muscimolo.  Nella cultura popolare, il fungo è stato usato e si usa tuttora come insetticida, alimento e medicina. Tra gli altri composti individuati, che potrebbero trovare applicazioni micoterapiche, citiamo polisaccaridi, steroli, sfingolipidi, le vitamine C, E e D2, l’ercinina, fenoli, pigmenti, il R(–)-4-Idrossi-2-pirrolidone e composti del vanadio, con attività analgesica, antibatterica, antifungina, antivirale, antinfiammatoria, antiossidante, antinociceptiva, antitumorale e normoglicemica.

In questo contesto, sono presentati due testi tratti dalla letteratura medica del ’700, autori il chimico, chirurgo e barbiere J.C. Bernhardt (1710-1758) e il medico, farmacista e agrario C.G. Whistling (1748-1807). I due autori propongono una particolare forma di impiego dell’Amanita muscaria, ovvero come polvere ottenuta dal bulbo o comunque dalla parte inferiore del gambo. Nei loro scritti il fungo trova applicazione per il trattamento di diarrea, gonfiori, formazioni nodose, ferite, ulcere, scrofola, fistole, carie ossea, forme tumorali ed epilessia.

Alla luce dei dati presentati, si può ipotizzare un ruolo significativo dell’amavadina. Nel fungo questo composto del vanadio sarebbe coinvolto nell’autorigenerazione di tessuti danneggiati e in un’ulteriore protezione da attacchi microbici, il che potrebbe applicarsi anche nel caso dei tessuti umani, considerando inoltre che la concentrazione di vanadio e amavadina è massima proprio nel bulbo. Piú in generale, la struttura molecolare di determinati composti individuati nell’Amanita muscaria potrebbe costituire un modello per la sintesi di composti simili più efficaci dal punto di vista farmacologico.

Etnobotanica 13: Ayahuasca e DMT

Identificare la ricetta tradizionale originale dell’ayahuasca nella combinazione dei decotti di Banisteriopsis caapi e Psychotria viridis è un errore. Alcune tribù utilizzano infatti piante diverse: i Matsigenka evitano la viridis considerandola “cattiva” ed usano un altra specie di Psychotria ancora non identificata [1], i Waorani dell’Ecuador si servivano della sola Banisteriopsis muricata (che dovrebbe contenere MAO-I nella liana e triptamine nelle foglie) senza admixture fino al contatto recente con i coloni Quechua [2], sono anche stati trovati decotti contenenti soltanto betacarboline [3].

In base ad una ricerca recente le ricetta odierna si è evoluta nel corso di innumerevoli esperimenti che miravano alla ricerca di una sinergia tra le diverse componenti farmacologiche in particolar modo betacarboline e triptamine. Gli ingredienti di queste combinazioni variavano in base alla disponibilità locale delle piante, i metodi di somministrazione in base alla preferenza culturale specifica: sono stati registrate circa un centinaio di specie appartanenti a 4 famiglie botaniche diverse.

Diversi preparati come il vinho de jurema, yaraque, vino de cebil e le varie chicha allucinogene contano su dati etnografici antecedenti all’ayahuasca che viene menzionata soltanto in documenti relativamente recenti posteriori alla conquista Spagnola [4].

LA PURGA
ayahuascaLe betacarboline di cui sono particolarmente ricchi i decotti di ayahuasca tradizionali hanno proprietà antiparassitarie oltre che emetiche e sono particolarmente utili in Amazzonia dove i parassiti intestinali sono piuttosto comuni.

Leggi tutto