Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22)

SGPI22Stati Generali della Psichedelia in Italia 2022 (SGPI22), Torino, 16/17 dicembre 2022

[versione inglese]

Evento multidisciplinare promosso da CCCT (Centro di Cultura Contemporanea di Torino) e SPI (Società Psichedelica Italiana), in collaborazione con la rete Psy*Co*Re (Multidisciplinary Italian Network for PSYchedelic and COnsciousness REsearch).

Fondato nel maggio 2019, Psy*Co*Re riunisce tutte quelle realtà che si occupano – a vario titolo e con diversi approcci – di “stati altri di coscienza” dell’essere umano, e che si riconoscono in una visione aperta e inclusiva, sussidiaria e votata alla parresìa, con un’attenzione particolare alle finalità di promozione della salute e degli aspetti etici che ne conseguono.

L’obiettivo di fondo è quello di ampliare e approfondire ulteriormente il tema “psichedelia”, a partire dal suo etimo, nelle sue varie sfaccettature e dimensioni, a fronte della continua crescita d’interesse per la ricerca scientifica, le applicazioni terapeutiche e auspicabile nuovo paradigma culturale. Un quadro ben distante da un certo stigma controculturale del passato e dall’anacronistico proibizionismo che pur tuttavia colpisce ancora gli enteogeni.

Il filo conduttore di SGPI22 sarà quello di CREARE PONTI, connesso a quello della MATURITA’ PSICHEDELICA avviato nella scorsa edizione. Senza trascurare le urgenze globali interconnesse che ci mettono di fronte alla necessità di ripensare il sistema ecosociale aprendo al concetto di LIBERTA’ COGNITIVA tramite una rinnovata consapevolezza e una più diffusa sensibilità.

In questa quarta edizione gli SGPI tornano in presenza, pur sempre in aggiunta alla modalità online, per favorire la partecipazione del maggior numero di soggetti e realtà possibili onde promuovere e far emergere la rete nazionale e internazionale che ruota intorno alla psichedelia e agli stati di coscienza ALTRI in ogni loro forma, modalità ed espressione. Oltre a dare spazio alla scena italiana, non mancheranno i rilanci sul quadro internazionale nell’ambito del nuovo formato adottato quest’anno, basato una formula più fluida e meno centralizzata.

Un particolare focus sarà dedicato ad attività e produzioni rivolta al pubblico italiano più ampio e non più solo limitato agli addetti ai lavori come nelle scorse edizioni, oltre a delineare le iniziative sviluppate in collaborazione con soggetti e realtà internazionali. Si cercherà dunque di far emergere la rete diffusa delle realtà culturali che promuovono con vigore i diversi linguaggi della psichedelia italiana e della “scienza della coscienza” presente sul territorio nazionale e internazionale.

La partecipazione avviene su invito e tramite “open call” (vedi link in fondo), rivolgendosi a enti di ricerca, università, istituzioni pubbliche e private, associazioni di categoria, associazioni riconosciute o di fatto, gruppi spontanei aggregati per l’occasione, aziende, soggetti e realtà indipendenti.

Gli SGPI22 sono indetti dal CCCT. I poli del network saranno liberi di organizzarsi in proprio, a livello territoriale e tematico con organizzazione, piattaforma logistica propria, una propria lista di invitati e partecipanti (con l’unica limitazione della scelta delle date del 16 e del 17 dicembre 2022). Come in passato, si potranno proporre anche eventi “off” al di fuori delle date di dicembre indicate. I relatori indipendenti interessati a partecipare potranno scegliere liberamente il polo del network a cui aggregarsi o il gruppo esterno a proprio piacimento. Appena possibile verrà pubblicata la lista dei poli attivi e dei gruppi esterni. Si potrà inoltre presentare la candidatura per la creazione di nuovi poli.

Ovviamente i poli devono riconoscersi nelle linee-guida del manifesto di Psy*Co*Re che vi invitiamo nuovamente a consultare (https://www.psycore.it/manifesto-psycore/). Per confermare e ribadire l’apertura che caratterizza il network e dare la possibilità a tutti di poter esprimersi liberamente sull’argomento, nella sezione “Open” potranno partecipare anche gruppi che non fanno propriamente parte del network.

IN PRATICA OGNI POLO O GRUPPO ADERENTE SI ORGANIZZERA’ IN PROPRIO E IL NETWORK PSYCORE FUNGERA’ DA OMBRELLO, STRUMENTO DI COORDINAMENTO E PROMOZIONE DELLE DIVERSE INIZIATIVE.

NON SONO AMMESSI CONTRIBUTI DI SINGOLI RELATORI COME NELLE PASSATE EDIZIONI.

 

SGPI22
 

PER PROPOSTE O PER COMUNICARE L’ADESIONE, VA COMPILATO IL MODULO A QUESTO LINK: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfRm9X9iSJNvy07SxF9jtqSBZAcPot_3OiQd7u3okBB-p43yw/viewform?vc=0&c=0&w=1&flr=0&pli=1

PER ULTERIORI DOMANDE O INFORMAZIONI, INVIARE ESCLUSIVAMENTE UN MESSAGGIO WhatsApp AL NUMERO 338-9077600

 

Rete Psy*Co*Re*

info@psycore.it

https://www.psycore.it/

 

[versione inglese]

Piccolo bilancio gestionale 21/22

È giunta finalmente l’ora di dare un po’ di numeri. Ovvero di tirare un sintetico bilancio economico-gestionale dell’ultimo anno. Partendo dalle donazioni: dal 03/12/2021 al 02/03/2022, abbiamo ricevuto 610 euro tramite bonifico bancario (comprese tra 200 e 15 euro, per un totale di 12 persone).

Invece dal 02/12/2021 al 08/02/2022 via PayPal sono arrivati 564,18 euro al netto della commissione (5%), suddivisi tra 24 persone (da 50 a 1 euro). In totale negli ultimi 12 mesi sono dunque entrati 1.174,18 euro netti.

Per lo più si tratta di contributi giunti in concomitanza della terza edizione degli Stati Generali della Psichedelia in Italia (10-12/12/2021). In quest’occasione si sono anzi iscritti 49 uditori (il numero massimo ipotizzato era 50) per seguire i lavori in diretta online.

Tre le uscite, vanno calcolati: 150 euro per generi di conforto allo staff durante lo stesso evento; 100 euro per rinnovo web-hosting e dominio internet, consulenze tecniche; 50 euro per account Streamyard; circa 100 euro per allestimento eventi e pulizie; circa 30 euro per materiali di consumo e varie. Totale spese: circa 430 euro per l’anno solare 2021. Considerando che l’uso dei locali del cccTo e altri servizi sono stati concessi gratuitamente, si tratta di spese vive e calcolate sempre al minimo possibile. Diciamo dunque che così si registra un utile di circa 744 euro.

Un caloroso ringraziamento va a tutti coloro che ci hanno sostenuto con un contributo! E un grazie anche ai tanti volontari che rappresentano l’ossatura della nostra rete-progetto. Facendo un calcolo ad occhio, in questi tre anni di vita possiamo dire di aver creato (esclusivamente attraverso l’impegno volontario di decine di esperti, appassionati e amici) un valore complessivo quantificabile intorno ai 500.000 euro (mezzo milione di euro). Non è certo poco.

Va anzi ricordato che un evento come Stati Generali della Psichedelia in Italia 2021 ha richiesto un notevole impegno – umano, tecnico, operativo, imprenditoriale – che non trova molti riscontri anche nel settore non-profit italiano. Dove quantomeno le spese minime e i compensi di base vengono coperti da biglietti, sponsor e sostenitori vari. Nel nostro caso invece stiamo cercando di mettere in piedi una start-up veramente etica e partecipativa, oltre che auto-gestita e solidale.

Motivo per cui le donazioni restano la linfa vitale del nostro progetto. Si possono versare contributi (di qualsiasi entità) tramite bonifico bancario oppure via PayPal. Qui tutti i dettagli. E per chi effettua una donazione di almeno 20 euro invieremo una copia del libro Verso la maturità psichedelica, raccolta selezionata di interventi dagli Stati Generali della Psichedelia in Italia 2019 e 2020 (AnimaMundi 2022).

E grazie mille!

Video-presentazione dell’antologia “Verso la maturità psichedelica”

Ecco la video-registrazione integrale (1:33:17) della presentazione online dell’antologia “Verso la maturità psichedelica” (AnimaMundi edizioni, 2022), raccolta selezionata di interventi dagli Stati Generali della Psichedelia in Italia 2019 e 2020, a cura della rete Psy*Co*Re.

Intervengono:
– Giuseppe Conoci (AnimaMundi Edzioni)
– Carolina Camurati (psicologa ad orientamento junghiano)
– Tiziano Canello (psicologo clinico, abilitato metodo Respira)
– Annalisa Valeri (psicologa clinica con esperienza di tradizioni amazzoniche)
– Riccardo Zerbetto (psichiatra e psicoterapeuta, direttore del CTSG)

Un uscire multiplo

Di seguito un ulteriore intervento ripreso dagli Stati Generali della Psichedelia in Italia (SGPI21), proposto da Federico Battistutta e apparso sulla testata Machina (dell’editore Derive/Approdi). Si tratta di un’ampia riflessione critica sul cosiddetto «rinascimento psichedelico» e di un partecipe omaggio alla figura di Mark Fisher, di cui proprio in questo mese ricorre la data della sua morte (13 gennaio 2017).

* * *

“Vorrei un uscire multiplo, a ventaglio. Un uscire che non smetta, un uscire ideale, tale che, uscito, io ricominci subito a uscire”.
–Henri Michaux[1]

1. Da tempo si parla, a torto e a ragione, di «rinascimento psichedelico» per descrivere il rinnovato interesse in giro per il mondo per gli studi sulle sostanze psichedeliche e le sue possibili applicazioni. A testimonianza ci sono articoli su periodici e una cospicua bibliografia, tanto di testi divulgativi, quanto di ricerche accademiche. Molti in Italia preferiscono declinare la questione nei termini di un’acquisita maturità psichedelica nel corso degli anni, tesaurizzando le esperienze passate, incidenti di percorso inclusi.

Ma cosa si vuole intendere con questa espressione: «maturità psichedelica». Quale maturità e in che senso? Credo che sia importante aver chiaro le parole che usiamo, per intenderci reciprocamente ed evitare il rischio di equivoci, incomprensioni o di scivolare in vere proprie patologie comunicative.

Riflettiamo dunque su questa espressione: “maturità psichedelica”. Innanzitutto il termine «maturità» in biologia indica il pieno compimento della crescita fisica di un essere vivente; tanto per le piante, quanto per gli animali, umani inclusi. Se per gli animali umani è possibile risalire facilmente a una maturità fisica, più complessa appare la definizione di una maturità psichica, affettiva, etica e intellettuale. Del resto il latino maturus sta a indicare più sommessamente ciò che è «pronto per», ci parla di ciò che è tempestivo, opportuno, che accade ed è idoneo al momento giusto. Ma, a ben vedere, questo essere «pronto per» non definisce un’essenza bensì un processo, funziona sempre in relazione a qualcosa/qualcuno.

Provo a chiarire il discorso. Nella nostra lingua abbiamo la parola «adolescente», che deriva dal participio presente del verbo ădŏlescĕre (crescere, aumentare) di cui «adulto» ne costituisce il participio passato. L’adolescente sarebbe colui che sta crescendo, mentre l’adulto è chi è giunto al termine della crescita, diventando maturo. L’adulto sarebbe quindi il soggetto che ha la funzione di consumare il patrimonio accumulato in precedenza. Sembra semplice, ma in realtà le cose non stanno propriamente in questi termini. L’adolescente non è un adulto immaturo e l’adulto non è un adolescente al termine dello sviluppo.

Qui ci è di aiuto Georges Lapassade. Molti lo conosceranno come studioso competente della transe e degli stati modificati di coscienza[2], ma forse non tutti sanno che si è occupato, e non poco, anche di pedagogia. Il primo libro che pubblicò nella sua lunga carriera fu Il mito dell’adulto (in realtà il titolo originale è L’entrée dans la vie), un saggio dove sosteneva la tesi che l’essere umano è costitutivamente incompiuto. Ciò che caratterizza la specie umana, osservava Lapassade, è una condizione di costante incompiutezza, l’essere sempre in formazione, senza che si possa individuare un momento in cui il processo è concluso e il percorso di maturazione ha raggiunto la sua fine (o il suo fine)[3]. Lapassade qui riprende il concetto di neo-tenia elaborato nella prima metà del Novecento da Louis Bolk, direttore dell’Istituto di Anatomia dell’Università di Amsterdam, secondo cui sotto l’aspetto corporeo l’essere umano altro non è che il feto di un primate giunto a maturità sessuale[4]. L’ipotesi sul processo di ominazione che Louis Bolk ci consegna è decisamente spiazzante e va in controtendenza rispetto l’opinione comune: noi sapiens, siamo quel che siamo in quanto cronicamente immaturi e incompiuti; in altre parole, saremmo non scimmie progredite, evolute, bensì scimmie mancate. Bolk, dal canto suo, non considerava la componente creativa che a partire da questa condizione alimenta e nutre l’animale umano, divenuto così messaggero di storia e di mutamento continui. Ciò che non ha fatto Bolk lo ha compiuto, come abbiamo visto, Lapassade e non solo lui[5].

L’operazione di Lapassade, decostruendo la condizione adulta e la conseguente nozione statica di maturità, riducendo in fondo questi discorsi a materiale mitico, ha permesso di far emergere la prospettiva secondo cui lo sviluppo umano si gioca durante l’intero arco della vita. Detto altrimenti: l’età evolutiva coincide con l’intera vita umana, al cui interno la condizione adulta non è quel periodo circoscritto della vita nel quale consumiamo il patrimonio cognitivo, affettivo, etico ecc. accumulato nelle precedenti fasi, ma è pure esso momento di crescita, con le sue opportunità e difficoltà. All’interno di questo discorso va dunque demitizzata la nozione di maturità. La maturità va sempre contestualizzata, storicizzata e, soprattutto, ne va colta l’ineliminabile processualità, il continuo divenire. Divengo maturo – «pronto per» – in relazione a qualcosa/qualcuno; dove prima non ero in grado, ora sento di esserlo, di potercela fare. C’è una maturità dell’infante, una del bambino, dell’adolescente e così via. Si tratta dunque per Lapassade di passaggi, di un transito continuo (e questo aspetto permette, fra l’altro, di cogliere il legame tra i suoi studi pedagogici con quelli sugli stati di coscienza; in fondo Lapassade si è occupato sempre di transiti, si pensi solo alla sua nozione di transe[6]).

Ora torniamo a noi. Cosa c’insegna tutto ciò se lo riportiamo al discorso relativo alla maturità psichedelica? Cosa può suggerire? Se «psichedelico» vuol dire letteralmente «rivelatore della psiche»[7], queste rivelazioni non sono mai statiche, rinviano a continui divenire, a nuove epifanie, a quell’”uscire multiplo” di cui parlava Michaux nella citazione posta in esergo e pertanto richiedono costanti e plurali ridefinizioni e messe a punto della condizione di maturità.

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Cile: filosofia psichedelica nella musica e nell’arte

Proponiamo di seguito l’intervento di Andrea Orsini alla recente edizione 2021 degli Stati Generali della Psichedelia in Italia (SGPI21). Si tratta di una conversazione con AtomTM, maestro della musica elettronica e tecno, artista visivo e raver, ed Enrique Rivera, curatore d’arte e direttore della Bienal Artes Mediales di Santiago. Si parte da domande relative all’influenza della psichedelia nel lavoro di due interpreti della contemporaneità nella musica elettronica e nelle arti mediali. L’influenza delle esperienze personali nelle loro produzioni e la relazione ricercata con il pubblico. Esiste uno schema: dispositivo ipnotico – trance – catarsi? E in che modo si compone nella creazione? Le arti mediali, al di là dei meccanismi condizionanti del sistema-mercato, possono incontrare un focus e uno spazio di influenza nella ricerca di una nuova epistemologia e di una nuova visione dell’umano?

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Corrispondo dal Cile. Questo paese nella sua storia culturale moderna presenta aspetti originali di intreccio tra psichedelia, arte, filosofia, medicina, musica, antropologia, letteratura, psicologia, scienza e danza. La cultura cilena ha una vocazione all’interdisciplinarità che ha favorito esplorazioni inusuali e d’avanguardia.
Vi propongo un’intervista a due esponenti di questo Cile, il musicista, Uwe Schmidt, conosciuto con l’alias di AtomTM, e il curatore d’arte Enrique Rivera. La registrazione è stata realizzata specialmente per gli SGPI21. Uwe ed Enrique ci parlano della psichedelia in ambito musicale, artistico e culturale. Li ho invitati a questa riflessione comune perché persone molto attive nella produzione di eventi, e a contatto con la realtà cilena in una fase sociale e politica per alcuni aspetti straordinaria.

Se il Cile della dittatura è stato il primo laboratorio del neoliberismo dei Chicago boys, oggi con la vittoria del trentacinquenne Boric e la costituente presieduta da Elisa Loncon, donna di medicina Mapuche, si candida a diventare il laboratorio di un eco-stato basato sulla parità di genere e il rispetto delle minoranze. Certo, il conflitto economico tra ricchi e poveri è alla base di quanto sta succedendo. Ma si commetterebbe un grande errore a non vedere in questo movimento di trasformazione, presenti e centrali, altri due aspetti tra loro collegati: il superamento del patriarcato e il cambio di paradigma nei confronti della Natura, che vuol dire cambio della percezione e nuova coscienza. L’insorgenza degli ultimi due anni è stata fortemente ancestrale, magica e psichedelica, femminista e sessuale relativamente al rovesciamento del concetto di genere.

Idee che sono state sostenute e promosse da Claudio Naranjo, che a sua volta si è formato in un contesto collettivo di lunga gestazione. L’Lsd è stato introdotto in Cile nel 1959 da Lola e Franz Hoffmann nell’ambito di terapie di gruppo all’interno della Clinica Psichiatrica dell’Università del Cile diretta da Ignacio Matte Blanco. Junghiani eclettici e molto attivi, con la loro Scuola di Antropologia Medica hanno influenzato molti, oltre al giovane Claudio. E non parlo solo di ricercatori accademici come Maturana e Varela, con la loro scoperta dell’autopoiesi, o Rolando Toro con la biodanza.

Alla fine degli ’80 si è creata una fusione tra punk e psichedelia promossa dai giovanissimi “pinochetboys”, una fusion di teatro-danza, musica, performance, arte e poesia, che ha lasciato un segno permanente, oggi celebrata nel film documentario “Vicente Ruiz: A Tiempo Real” realizzato da Matías Cardone y Julio Jorquera. Ma in generale osservo una larga diffusione di gruppi che usano le medicine sacre in tutte le declinazioni, dalle più tradizionali, collegate al mondo sciamanico, a quelle di integrazione con la psicoterapia, con la meditazione, con l’arte, la musica. la scienza, o semplicemente collegate all’insorgenza esistenziale e anarchica della gioventù. Tutte queste linee convivono e formano una bella “nebulosa” psichedelica.

Chiaramente con questa breve carrellata non posso dare conto di tutto il contesto, ma spero di aver reso le motivazioni e lo sfondo che accompagnano la nostra conversazione.

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Psichedelia e trauma transgenerazionale

Proponiamo qui di seguito l’intervento tenuto da Carolina Camurati nel corso della terza edizione degli Stati Generali della Psichedelia in Italia (SGPI21) del 10-12 dicembre scorso. Altri interventi e materiali, insieme ai video integrali delle tre giornate, sono disponibili in un gruppo privato su Facebook, accessibile tramite richiesta con l’apposito modulo e relativo contributo economico a sostegno della rete-progetto Psy*Co*Re. Grazie!

Quando si parla di medicina psichedelica facciamo riferimento a quella branca di studi e ricerche scientifiche in corso, circa gli effetti delle varie sostanze psicotrope chiamate comunemente “psichedelici” sulla coscienza e a dispetto di certe condizioni psicopatologiche. In questo settore che va sviluppandosi da qualche decennio – dalla ripresa degli studi interrotti nel 1971, ovvero l’anno in cui si data l’inizio della war on drugs – capita di sentir spesso parlare di PTSD, cioè il disturbo da stress post-traumatico, categoria bersaglio dei più moderni trattamenti con composti psicoattivi quale psilocibina o MDMA. Disturbo e che è stato, insieme alle depressioni farmacoresistenti e alle malattie terminali, la porta d’accesso per lo sviluppo di terapie d’avanguardia non più ostacolate dalla morale proibizionista.

Come è noto, questa sindrome ha visto la sua insorgenza a seguito del ritorno dalle spedizioni militari estere di veterani di guerra (Vietnam in primis) perseguitati dall’inquietudine della morte assistita o protratta in battaglia. Tale sindrome si manifesta dunque in chiunque sia stato vittima di un forte shock e di un trauma al cui seguito vengono ostentati meccanismi difensivi ricorrenti, con sintomi da un lato intrusivi (..) e dall’altro sedativi (..). La diagnosi da disturbo da stress post-traumatico ha dunque un’origine sociopolitica, e negli Stati Uniti l’epidemiologia sfiora oggi fino al 9% della popolazione locale.

Prendiamo adesso in considerazione il fenomeno del turismo ayahuasquero o del fiorire, in concomitanza al cosiddetto Rinascimento psichedelico (che si riferisce però alla ripresa degli studi nell’ambito della ricerca scientifica e della terapia assistita), di numerosi resort e wellness retreats, centri e cliniche private (..), che prevedono per gli utenti una serie di trattamenti o esperienze con l’utilizzo di piante e sostanze psicotrope (con un biglietto a cifre profumatamente corrisposte da chi ne prenda parte). Questo denota da un lato l’incredibile domanda di terapie alternative o esperienze dirette di guarigione da parte del pubblico, in un tentativo di riappropriarsi dell’ultima parola circa la propria salute, dall’altro invece una risposta dall’impronta marcatamente capitalistica di esperienze che andrebbero invece a trascendere il proprio accomodamento ed il proprio stile di vita in contesti in cui rimettere in discussione la propria cosmogonia e visione del mondo.

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Video-registrazioni di SGPI21 (previo donazione)

Rispetto alla terza edizione degli Stati Generali della Psichedelia in Italia (SGPI21) del 10-12 dicembre scorso, a breve ne pubblicheremo qui alcuni video-spezzoni. Invece un gruppo privato su Facebook offre le registrazioni video integrali delle tre giornate. Per accedervi è necessario inviare richiesta dettagliata e/o compilare l’apposito modulo, inviando altresì un contributo economico a sostegno del progetto.

L’offerta è libera ma etica e consapevole: riteniamo importante rendere accessibile a tutti la cultura ma al contempo l’organizzazione di un evento simile ha costi e impegni personali non indifferenti. Anche perché l’intero progetto-network Psy*Co*Re è completamente non-profit e poggia esclusivamente sull’opera volontaria. Organizzare eventi di questo tipo richiede tempo, fatica e denaro (ciò vale anche per i relatori), e un evento come SGPI21 ha dei costi vivi di almeno qualche migliaio di euro, considerando che locali, attrezzature e parte del personale è stato messo a disposizione gratuitamente dal CCCTo e che l’impegno organizzativo garantito da svariate persone non viene remunerato in alcun modo. Tra online e in loco abbiamo calcolato almeno 300 ore di “passione lavorativa”.

L’offerta libera, etica e consapevole permette a tutti di determinare il contributo in base all’interesse e alle possibilità personali. È un po’ il corrispettivo della “sliding scale” applicata in tanti eventi analoghi nel mondo anglosassone. Ciascuno contribuisce in base ai propri interessi e alle proprie tasche. In tal modo non si preclude l’accesso a nessuno e si consente al progetto di andare avanti. Chiediamo simbolicamente di contribuire almeno con 1 euro a intervento: quest’anno abbiamo ospitato circa 50 relatori, quindi il contributo per chi intende accedere ai video-interventi integrali delle tre giornate potrebbe essere fissato a 50 euro.

Altrimenti, in cambio dell’accesso ai contenuti di una singola giornata o solo ad alcuni interventi, si può versare un contributo a scalare – tipo 10, 20, 30, 40 euro – sempre in base all’interesse e alle possibilità economiche personali. Ovviamente non vanno escluse altre formule, tra cui donazioni a cadenza periodica prestabilita (tipo un tot al mese o a trimestre), offerte a piacere di qualsiasi entità e perfino l’auto-tassazione degli stessi relatori. E non esitate a rilanciare questo testo nei vostri canali social, a contatti utili ed amici interessati.

Grazie di cuore a tutt*!

Il contributo economico può essere inviato tramite bonifico bancario, PayPal o carta di credito, si veda: https://psycorenet.org/donazioni/

Per ulteriori dettagli, contattare Alessandro Novazio (alessandro.novazio@gmail.com — +39 329 654 4233).

Terza edizione degli Stati Generali della Psichedelia in Italia

SGPI21Tutto pronto per la terza edizione di questo evento importante e unico per l’Italia (SGPI21) . È previsto in formula mista, dal vivo presso il CCC di Torino e in livestreaming online, nei giorni 10,11 e 12 dicembre. Il tema portante di quest’anno è: VERSO LA MATURITA’ PSICHEDELICA. PRESENTE E FUTURO DELLA PSICHEDELIA IN ITALIA. L’incontro è stato indetto dal CCCTO (Centro di Cultura Contemporanea di Torino) con la collaborazione di: Società Psichedelica Italiana, Frontiers of Mind (scuola estiva Italia), Mens ex Machina,  NOCS, PsyCoScienze e altri partner del network Psy*Co*Re.

La tre giorni vuole essere l’occasione privilegiata per avere un contatto diretto con alcuni dei principali attori della filiera italiana emergente del settore “PCT” (Psychedelics & Consciousness Technologies). In totale sono previsti 50 interventi, 2 tavole rotonde, appendici creative e conversazioni con esperti, ricercatori e professionisti del settore – oltre che con i testimoni della prima e della seconda onda psichedelica nostrana.

Qui c’è il programma definitivo. L’evento è riservato agli addetti ai lavori, con possibilità di partecipare per un numero limitato di uditori (info inviando messaggio WhatsApp al numero 338-9077600 oppure vedere qui).

 

Testimonianze di un approccio italiano alla psichedelia

Verso la maturità psichedelicaRiprendiamo questo articolo-recensione apparso su Fuoriluogo, a firma Tiziano Canello e Carolina Camurati. 

Arriva in libreria in questi giorni la prima pubblicazione editoriale firmata da Psy*Co*Re, il network italiano che dall’estate 2019 promuove la ricerca su psichedelici e stati di coscienza da una prospettiva aperta alla complessità e multidisciplinare. Verso la maturità psichedelica è un’ampia collezione di interventi che hanno avuto luogo durante le due grandi mobilitazioni in quest’ambito, svoltesi a Torino (e online) nel dicembre 2019 e 2020: tre giornate di relazioni, testimonianze, analisi e molto altro denominate “Stati Generali della Psichedelia in Italia”.

L’antologia, inserita nella nuova collana Enteogeni di AnimaMundi Editore e curata da Alessandro Novazio e Bernardo Parrella, esce alla vigilia della terza edizione di tale evento, previsto per il 10-12 dicembre prossimo. E rappresenta l’esito di un comune sforzo non solo per muovere incontro alla sempre più evidente ripresa dell’utilizzo scientifico e terapeutico di piante e composti definiti “psichedelici”, e dunque divulgarne anche nel Belpaese i contenuti più recenti.

Ma è anche e soprattutto un’elaborazione tutta nostrana di questo risveglio internazionale nella ricerca e nella terapia: il tentativo di trovare la postura adeguata a cogliere le incredibili complessità del fenomeno, affinché non sia preda di facili entusiasmi rivoluzionari e non si lasci abbagliare dal giornalismo sensazionalistico, o dalla brama di sfondare a suon di marketing un mercato che in USA si sta già dimostrando anche troppo ricettivo (si veda l’esplosione di start-up, cliniche private e ritiri che promuovono una varietà di “terapie assistite”, spesso a prezzi gonfiati).

Dunque, lo sfondo è quello del “sappiamo ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. L’orizzonte invece è quello della maturità psichedelica, della discrezione di contro alla passerella di una medicalizzazione ad accesso privato ed elitario, della critica consapevole e plurale del presente che ci vede entrare, in questo secondo millennio, in un’epoca post-proibizionista con sguardo lucido. Consci che nel nostro Paese la strada verso la libertà di ricerca con queste sostanze, e ancor più verso la loro depenalizzazione, si presenta irta di ostacoli, ma non per questo impraticabile.

Il volume si compone di due parti principali: la prima, su ricerca scientifica e frontiere terapeutiche, in cui vengono raccolti i contributi più recenti circa le terapie e gli effetti d’uso monitorati tramite le più innovative tecniche di ricerca scientifica o analizzate tramite recenti teorizzazioni filosofiche. La seconda si concentra invece sugli aspetti legati a tradizione, cultura e attivismo, mostrando come il cosiddetto Rinascimento psichedelico proveniente dai laboratori scientifici d’avanguardia (John Hopkins, Imperial College.) non possa fare a meno di interfacciarsi ed integrarsi con una comprensione antropologica, ecologica e culturale del fenomeno.

Questa impostazione mette in dialogo dunque quelli che si definiscono “huxleyani”, convinti da un approccio di diffusione degli psichedelici dall’alto, filtrata dal setaccio delle istituzioni, con i “learyani” sostenitori di una diffusione dal basso del vasto fenomeno della psichedelia, in cui l’ eco principale viene dato alla voce dei consumatori e allo sdoganamento delle informazioni senza filtri e censure.

L’approccio europeo all’implementazione in società di queste sostanze (e in generale delle tecniche inducenti stati alterati di coscienza, come la respirazione Olotropica) per come si sta delineando tra Inghilterra, Svizzera e Germania presenta già differenze importanti rispetto a quello prettamente statunitense: più prudenza, più ricerca, passaggio obbligato dagli ospedali e dalle università.

In Italia associazioni quali la SISSC (Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza, fondata nel 1990) e la rete di Psy*Co*Re riescono a dare uguale valore alle voci della ricerca attuale e alle riflessioni di un fecondo passato psichedelico, all’informazione mainstream e a quella underground. Un pregio tutto nostrano che ha preso corpo anche in quest’antologia, ponendosi come una testimonianza chiave del percorso psichedelico, multidisciplinare e variegato per sua stessa natura, sta prendendo piede anche in Italia, pur sempre nell’attivo contesto globale – a riprova che è esistito ed esiste uno spazio per una psichedelia eticamente matura, intellettualmente profonda e contenutisticamente caleidoscopica.

Verso la maturità psichedelica: introduzione

Verso la maturità psichedelicaEcco l’introduzione integrale dell’antologia che raccoglie una serie di interventi selezionati dalle edizioni 2019 e 2020 degli Stati Generali della Psichedelia in Italia (volume in uscita presso AnimaMundi, collana Enteogeni).

 

Questo volume raccoglie una serie di interventi selezionati dalle edizioni 2019 e 2020 degli Stati Generali della Psichedelia in Italia: iniziative del tutto uniche e originali per il panorama nostrano, frutto dell’impegno (volontario) di esperti, professionisti e attivisti riuniti nel network-rete di Psy*Co*Re (Multidisciplinary Italian Network for PSYchedelic and COnsciousness REsearch – da pronunciare in latino PSICORE). L’idea di lanciare prima il progetto-network e poi organizzare questi eventi è nata prevalentemente dall’esigenza di porre maggior attenzione al fenomeno della rinascita psichedelica, ai rapporti tra sostanze e terapie relative agli stati “altri” di coscienza, nella loro accezione più ampia.

Il motivo di tale attenzione sta nella constatazione di un ovvio ritardo nello sviluppo di una cultura, necessariamente articolata e complessa, relativa alla ricerca di settore e alla psichedelia stessa, e più in generale, alle indagini sugli stati di coscienza – partendo da una corretta informazione relativa alla diffusione delle tecniche terapeutiche e delle terapie stesse, per altro ancora impraticabili in Italia per evidenti motivi legali. Questo ritardo rispetto non solo ai Paesi anglosassoni tradizionalmente in prima fila, cioè Gran Bretagna e Stati Uniti, bensì anche nei confronti di altre nazioni europee come Svizzera o Germania, copre l’intero spettro del revival d’interesse emerso negli ultimi anni.

Ne sono vittime sia l’ambito della ricerca scientifica in senso stretto, a partire dall’utilizzazione dei molti dati oggi reperibili e dalla condivisione delle nuove conoscenze emergenti nel campo, sia il dibattito pubblico a livello più ampio, dove informazioni spesso entusiastiche tendenti a esaltare alcuni aspetti indubbiamente positivi del cosiddetto “rinascimento psichedelico” finiscono per scontrarsi con la precedente visione mediatica e sociale che tendeva a stigmatizzare le sostanze e chi ne faceva uso, generando forti distorsioni del messaggio e confusione tra i non addetti ai lavori, spesso spiazzando chiunque fosse incuriosito e attratto da questi argomenti fino a ieri tabù.

Da qui l’urgenza di sviluppare innanzitutto modalità di comunicazione di tipo nuovo, basate su una strategia articolata e di ampio respiro, diverse da quelle usualmente utilizzate nei vari canali “underground” o in ristrette cerchie di professionisti, entrambi spesso tacciati di elitismo. Oggi queste tematiche tro- vano spazio e attenzione anche nelle testate d’informazione di taglio mainstream, negli spazi sociali online e nel mondo editoriale italiano, stimolando a loro volta la crescita del più ampio dibattito pubblico. Arrivando perfino a far qualche breccia in ambito accademico e scientifico, proponendo riflessioni originali e interventi interdisciplinari, pur nel tipico disinteresse del fronte politico-legislativo. Sull’esempio di quanto va accadendo da diversi anni altrove nel mondo, aumentano insomma gli sforzi collettivi per superare la tipica superficialità che storicamente aveva caratterizzato l’approccio, o piuttosto la sua mancanza, alla multidisciplinarietà psichedelica anche in Italia.

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